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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Politica

“Tasse, tradite le promesse elettorali”. Opposizioni all’attacco

Reazioni all'orientamento della giunta di ritoccare le aliquote Imu per colmare un buco nel bilancio comunale. Bellanova: "Monosi aveva fatto male i conti"? Melica: "I nodi continuano a venire al pettine"

 

LECCE – I commenti politici alla decisione in extremis del governo cittadino di proporre un ritocco verso l’alto delle aliquote Imu non si fanno attendere.  Teresa Bellanova, deputata del Partito democratico, ricorda le promesse in campagna elettorale: “Il dietrofront del Comune di Lecce sull’Imu è inaccettabile, ennesima riprova che questa amministrazione disattende i propri impegni. La stangata in arrivo per i cittadini leccesi, ossia l’aumento delle aliquote sulla prima e sulla seconda casa, determinerà conseguenze non indifferenti sulle famiglie. Il sindaco Paolo Perrone aveva promesso che mai avrebbe messo mano all’Imu. Lo ha ribadito più volte pubblicamente, dopo aver posto il punto fermo nel suo programma elettorale”.

“Cosa il primo cittadino, al fianco del suo assessore al Bilancio Monosi, spiegherà adesso ai cittadini che in massa lo ha hanno riconfermato alla guida della città? Che aveva fatto male i conti? Con questa amministrazione comunale essere buoni profeti riesce, purtroppo, sin troppo facile, giacché di allarmismo più volte siamo stati tacciati rispetto ai rilievi che con costanza abbiamo mosso riguardo ai conti. Mi riferisco agli sprechi. I casi ‘Via Brenta’ e ‘filobus’, seppur non completamente attribuibili alla gestione Perrone, rappresentano casi emblematici di un modus operandi dal quale il centrodestra non riesce proprio a prendere le distanze”.

“Dopo gli sperperi si mettono, infatti, le mani nelle tasche delle persone. Aliquota ordinaria al 10.6 per cento ( tetto massimo, per le seconde case) e allo 0.4 per le prime: l’incremento si traduce in un aggravio considerevole per i cittadini. Di questo passo vivere a Lecce comincia a diventare davvero un’opportunità, ma solo per pochi”.

“Trovo scandaloso che per coprire un deficit di bilancio causato per lo più da una gestione allegra debbano pagare come sempre tutti i cittadini”. Sono parole di Paolo Foresio, capogruppo del Partito democratico a Palazzo Carafa. “Ancora più grave – continua l’esponente della minoranza consiliare - è che l’amministrazione comunale non stia mantenendo le promesse fatte durante e dopo la campagna elettorale”.

“Il centrodestra cittadino, infatti, disse in tempi non sospetti che non avrebbe aumentato in alcun modo l’aliquota Imu.  Invece in queste ore stiamo assistendo all’ennesimo impegno non mantenuto con elettori e cittadini: prima si aumenta al massimo l’Imu sulla seconda casa e poi si pensa bene di aumentarla anche sulla prima”.

“Ritengo indispensabile – conclude Foresio - che un’amministrazione che si rispetti dica chiaramente dove e come intende intervenire nelle tasche dei cittadini in nome della trasparenza e della correttezza massima. Tutto il contrario di quanto avviene a Lecce.

Alberto Melica, consigliere comunale dell’Udc, ricorda la sua previsione primaverile: “Mi secca dover sottolineare che, anche in questo caso e proprio sull’Imu, noi dell’Udc avevamo cercato di avvertire i leccesi durante la campagna elettorale. Risale infatti al 20 marzo scorso la mia nota in cui ribadivo l’impossibilità da parte dell’amministrazione di lasciare invariate le aliquote: oggi è sotto gli occhi di tutti che i numeri del bilancio comunale non reggono, chissà se non verranno fuori altri debiti fuori bilancio. Dica la verità, il sia pur bravo assessore al Bilancio Monosi: ha imbonito un tantino i propri elettori”, ironizza Melica che conclude così: “I nodi continuano a venire al pettine”.

“Oggi è costretto ad aumentare l'Imu dato che il condono Tarsu, allo stato, è inattuabile; il ricorso avverso le aliquote del Governo ha i suoi tempi, e per favore, non diamo tutta la colpa al passaggio della marina di Casalabate ai Comuni di Trepuzzi e Squinzano. I cittadini sono stanchi di sentirsi dare giustificazioni dell’ultim’ora”, continua il consigliere centrista.

Massimo Pellegrino, segretario provinciale del Partito comunista, attacca  frontalmente l’assessore Monosi:paragonandolo ad un equilibrista che "resta in equilibrio sul baratro delle aliquote Imu che inghiottirebbe qualsiasi altro normale amministratore”. Dopo aver ricordato all’esponente della giunta che il mancato introito dell’Imu da Casalabate era ampiamente preventivabile, e che i tagli dello Stato potrebbero essere compensati da una severa riduzione dei costi della politica, Pellegrino spiega dal punto di vista politico perché è giusto non dare seguito al condono Tarsu che l’amministrazione ha portato nell’ultima seduta del consiglio comunale salvo poi fare marcia indietro in attesa di un parere del ministero sulla legittimità dello stesso.

“I condoni sono un favore che il pubblico fa ai furbetti ed agli evasori che si ritrovano a saldare dopo anni e a prezzi scontati quanto dovuto, un esperto ed accorto amministratore dovrebbe sapere che gli introiti da condoni sono sempre aleatori e non quantificabili in quanto dipendono solo ed esclusivamente dalla buona volontà degli evasori di saldare il loro conto con la comunità, allettati da sconti e saldii da fine stagione. Più saggio sarebbe, invece, combattere realmente l’evasione e l’elusione comunale, investendo risorse economiche ed umane in questa battaglia. Ne gioverebbe sia il bilancio comunale che la comunità in genere”.

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