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Riqualificazione dell’area di Porta Napoli: dubbi sull’ex Agip come ristorante

L'ex stazione di rifornimento, portata a nuovi fasti dal film "Allacciate le cinture" di Ozpetek, dovrebbe essere oggetto di un concorso di idee. Che ancora non è stato indetto mentre il regista si è fatto avanti. Borgia: "No a proposte parziali"

Foto archivio.

LECCE – Ma l’ex stazione di servizio Agip tra via Taranto e via Calasso finirà davvero nella mani di Ferzan Ozpetek, il regista che ha fatto di Lecce la sua seconda casa e il set privilegiato dei suoi film? In fondo è questo l’interrogativo che aleggia sull’immobile progettato negli anni Cinquanta dal noto architetto Mario Bacciocchi e poi dismesso alla fine degli anni Novanta e di recente tornato sugli scudi come chiosco bar nell’ultimo lungometraggio del direttore turco,  “Allacciate le cinture”.

A porselo, questa volta, è il consigliere di maggioranza Gianluca Borgia, presidente della commissione Annona, il quale ha ricordato come già nel settembre del 2009 presentò in consiglio comunale una mozione urgente per sollecitare l’amministrazione Perrone a provvedere alla riqualificazione dell’intera area, comprensiva anche del Circolo tennis e dell’edificio Codacci-Pisanelli, sede universitaria.

Allora l’ex stazione di rifornimento era di proprietà dell’Eni e, sebbene siano state avviate delle trattative da tempo per definirne l’acquisto, il passaggio nelle mani del Comune di Lecce non si è ancora compiuto. Di certo però ci fu l’impegno del sindaco a promuovere un concorso di idee con il coinvolgimento di cittadini, ordini professionali, associazioni. Il proposito è stato poi ribadito anche in tempi più recenti, sotto l’incalzare in consiglio comunale di Lecce Bene Comune.

Di quel concorso, per il momento, neppure l’ombra ma intanto il regista ha esplicitato la disponibilità a trasformare quella struttura in un ristorante, più o meno come avvenuto nel suo ultimo film. Ipotesi, questa che non convince affatto Borgia: “Ritengo che non si debba cedere a proposte parziali, per quanto suggestive, ma che si debba provvedere alla riqualificazione dell’intera area, rappresentando essa un punto nodale e strategico per la città, anche come intervento qualificante in previsione di Lecce capitale della cultura per il 2019”.

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