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Campo scuola al Coni, la minoranza denuncia anomalie: "Niente bandi né permessi"

Nel corso della commissione Controllo è stata sollevata la questione delle attività in corso, a pagamento, nel centro sportivo "Luigi Montefusco". L'assenza di autorizzazioni comunali e di una procedura aperta a tutte le associazioni interessate ha provocato la reazione dell'opposizione

LECCE – Per una storia che viene a galla, molte altre restano nel sottobosco di una città abituata ai favoritismi, alla discrezionalità, alle approssimazioni. Così tanto che la responsabilità non può essere solo degli amministratori, perché lo status quo conviene a molti altri.

E’ il pensiero di Carlo Salvemini, consigliere comunale di Lecce Bene Comune, a proposito di una circostanza emersa oggi nel corso della commissione Controllo, alla presenza di un funzionario dell’ufficio competente. Il campo scuola destinato ai bambini – in pieno svolgimento al Coni (centro sportivo “Luigi Montefusco”) - sarebbe privo delle autorizzazioni necessarie, né ci sarebbe stato alcun bando di evidenza pubblica che mettesse tutte le associazioni interessate all’organizzazione dell’evento, a parte quelle che lo gestiscono, nelle condizioni di fare la propria offerta.

La questione, peraltro, non appare solo teorica considerando che sarebbero iscritti circa 300 ragazzi e che i corsi sono a pagamento. Il paradosso nel paradosso sta nel fatto che l’assenza di un provvedimento autorizzativo da parte dell’ente comunale è pure menzionata in un cartello posto all’ingresso e ne sono a conoscenza anche gli operatori della Lupiae Servizi che si occupano della custodia. 

“Lecce preferisce essere governata così – ha commentato Salvemini-: con poche regole da fare osservare e molteplici mediazioni di plurimi interessi privati. Smettiamola di puntare il dito solo sugli amministratori comunali indicandoli come esclusivi responsabili di una situazione che, guardando ai consensi, è gradita a tantissimi”. Un concetto, quest’ultimo, espresso solo pochi giorni addietro a proposito della vicenda del filobus.

“Il prossimo anno – ha suggerito l’esponente progressista - il campo scuola lo organizzi il Comune. Paghi gli istruttori. E apra le iscrizioni solo alle famiglie che non possono permettersi di pagare la retta. Si chiama servizio pubblico in spazio pubblico”.

Il quadro emerso in commissione Controllo ha portato il presidente della stessa, Antonio Rotundo del Pd, a informare immediatamente il sindaco con una nota, mentre il capogruppo dei democratici, Paolo Foresio, ha voluto ricordare che “il Coni è una struttura pubblica comunale e, come tutti gli immobili di questo genere, deve essere concessa a terzi secondo criteri chiari e specifici, nel segno della massima trasparenza, in modo da poter garantire pari opportunità a tutti, tanto più se i campi in questione non sono gratuiti ma a pagamento”.

“Chiedo, quindi, che venga immediatamente ripristinato il rispetto delle regole che non devono sempre essere percepite nella nostra città come delle utopie pari a quelle vagheggiate da Airan Berg nel suo Bid Book per la candidatura di Lecce a Capitale Europea della Cultura. In più, mi sembra condizione indispensabile, ogni volta che il governo cittadino decida di dare una simile struttura ad associazioni private ed esterne, garantire un congruo numero di posti per i bambini i cui genitori non possano permettersi di pagare una retta settimanale. L’attenzione per le fasce più deboli della popolazione si dimostra con i fatti e non con le belle e vuote parole. Qui i fatti parlano chiaro: parlano di superficialità, arroganza e disattenzione”.     

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