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Allarme: “Se Natale va male, molte attività storiche potrebbero chiudere”

Nella seduta congiunta delle commissioni Annona e Traffico, Antonio Lamosa ha paventato le conseguenze della crisi. Aperto confronto su Piano traffico: commercianti fissi e ambulanti si contendono il poco denaro disponibile

@TM News/Infophoto

LECCE – A Palazzo Carafa è tornata al centro del dibattito la questione del piano traffico e della dislocazione del mercatino natalizio: la soluzione trovata nelle scorse settimane dall’ufficio tecnico non convince tutti ma, del resto, la coperta ogni anno è comunque corta per qualcuno degli attori interessati.

Come noto le pagodine sono state sistemate a ridosso del castello, su metà di viale Marconi e sul tratto iniziale di via Cavallotti, fino al piazzale antistante il palazzo di Poste italiane. “Sono stati tutti gli ambulanti a chiedere di tornare alla sistemazione che avevano tre anni addietro – ha precisato il dirigente del settore Attività economiche, Paolo Rollo -, mentre noi in un primo momento avevamo pensato di riproporre Piazza Mazzini, come lo scorso anno”. Nel 2010, invece, la collocazione fu quella di via Costa e il tratto iniziale di via San Francesco d’Assisi ma il bilancio del mercatino, assicurarono gli esercenti, fu magro.

Il sindaco, Paolo Perrone, ha inteso accogliere la richiesta degli operatori ambulanti, ci ha tenuto ad aggiungere Rollo mentre l’assessore ala Mobilità, Luca Pasqualini, ha chiarito che le associazioni di categoria non sono state coinvolte nella predisposizione del piano solo perché si tratta della riproposta di una soluzione logistica già concordata tre anni addietro, rispondendo così indirettamente ad una considerazione fatta a mezzo stampa dal suo predecessore Giuseppe Ripa che aveva definito un errore l’esclusione delle associazioni.

Ma che il ritorno al passato non sia la soluzione ottimale, anche dal punto di vista della stessa maggioranza, lo si è compreso anche dall’intervento del capogruppo di “Lecce città del mondo”. Secondo Antonio Lamosa, infatti, proprio stante la delicatezza del momento economico, “era necessario sentire tutti” e a sostegno della sua posizione ha fatto riferimento alla raccolta di oltre 150 firme, protocollata in Comune, con la quale commercianti del centro cittadino avevano chiesto di essere ascoltati anche per quanto riguarda il mercatino di Natale e non solo per la regolamentazione del Traffico. Il rischio, infatti, è che si crei una sorta di conflitto tra esercenti fissi e ambulanti, gli uni e gli altri stretti dalla morsa della mancanza di incassi che fa delle imminenti festività una sorta di ultima spiaggia.

“Sono almeno una decina le attività storiche, e con qualche dipendente ciascuna, che potrebbero abbassare per sempre le saracinesche, se gli affari dovessero andar male”, ha aggiunto il consigliere palesando uno stato di pre-crisi latente. Tra esigenze di segno non sempre convergente, insomma, l’amministrazione ha provato a non scontentare nessuno: gli ambulanti esporranno dove richiesto, i commercianti "stanziali" hanno visto riconosciuta l’esigenza di non limitare il traffico oltre lo stretto necessario. Che il momento sia critico per il commercio e per le tante famiglie leccesi e salentine che vivono di terziario lo testimonia anche il sondaggio di LeccePrima in home page: su circa 1400 partecipanti, il 60 per cento ha pronosticato una spesa di massimo 50 euro per gli acquisti natalizi.

C’è un rischio però: quello di consegnare la città in ostaggio al traffico, spingendo così molti leccesi alla “fuga” verso i centri commerciali piuttosto che attirare i non residenti a fare acquisti in città. Esiste, infatti, il nodo dei parcheggi e la decisione di non attivare il pagamento nei festivi – come avvenne anche nel 2011 – comporta il pericolo che le strisce blu diventino stalli per soste prolungate e che dunque non si generi quel turn-over necessario ad aumentare le possibilità di vendite.

Pasqualini ha accennato ad un’idea che nelle prossime ore dovrebbe essere sottoposta al sindaco: quella di istituire delle navette esclusivamente dedicata ai dipendenti dei negozi del centro che in orari prestabiliti facciano la spola tra parcheggi esterni e luoghi di lavoro. “La metà circa delle strisce blu di Piazza Mazzini e dintorni – ha spiegato Rollo – sono occupate da chi lavora nei negozi”.

Perché questa soluzione diventi percorribile è necessaria la disponibilità di Sgm, l’azienda dei trasporti che il consigliere Roberto Martella ha definito piuttosto estranea alle attività dell’amministrazione: “Con il bilancio in attivo, potrebbe darci una mano”. Giordana Guerrieri, che della commissione Traffico è vice presidente, ha condiviso la richiesta di maggiore coinvolgimento della società partecipata dal Comune al 51 per cento, ma ha anche aggiunto che l’invito deve partire da Palazzo Carafa.

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