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Povia a Sanremo in una foto Ansa del 2010

Povia a Sanremo in una foto Ansa del 2010

Annullato concerto di Povia, scontro sui social. Indignata la madre del piccolo Lorenzo

Mentre Palazzo Carafa precisa le ragioni della revoca del patrocinio, l'associazione a scopo benefico chiarisce che l'annullamento dell'esibizione dipende dagli organizzatori, una società privata

LECCE – Il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, ha telefonato alla mamma del piccolo Lorenzo Risolo, cui è intitolata l’associazione benefica che si occupa di sostenere pazienti e famiglie impegnate in percorsi di cura in oncologia pediatrica, per esprimere solidarietà dopo gli attacchi a mezzo social scagliati dal cantante Povia, indignato per la cancellazione dell’esibizione che lo avrebbe visto protagonista il 20 aprile al teatro Paisiello nel corso di una manifestazione.

In un video, Povia aveva accusato l’associazione di aver subito il diktat del sindaco in combutta con alcune testate locali e Arcigay. L’introduzione al post recita testualmente: “A voi associazione del povero Lorenzo Risolo, ricordate che Mafia Paura e Dittatura non fanno una terra libera ma disonesta! Dandogliela vinta avete ucciso lo spirito che infonde la vostra causa: combattere le metastasi…avete tenuto in vita queste metastasi culturali. Che orrore, che orrore, triste e deluso”.

L’annuncio dell’esibizione di Povia, del resto, non era stato accolto col sorriso da numerosi cittadini e associazioni, considerando la sua posizione sull’amore e sui legami tra persone dello stesso sesso che più volte gli è valsa l’accusa di omofobia. Si sono susseguite prese di posizione e polemiche, tanto da indurre Sonia Chetta, madre di Lorenzo e presidente dell'associazione che porta il nome dello sfortunato figlio a diffondere una lunga nota che parte con la precisazione che l'organizzazione e la promozione dell'evento fanno capo solo alla società B2 Musica e Spettacolo sas.

Lo sdegno della madre di Lorenzo

"Alla luce delle polemiche apparse in questi giorni riguardo la contestata presenza di Povia desideriamo pertanto ribadire, chiaramente e definitivamente, che la nostra associazione è del tutto estranea alla diatriba che sta imperversando sul web e sui canali di informazione, in quanto l’evento non è stato ideato, non è stato organizzato né promosso da noi, non è stato sottoscritto nessun contratto con il signor Giuseppe Povia e quindi non è stato disdetta o annullata la sua presenza dalla nostra associazione. La stessa agenzia ci aveva contattato comunicandoci che parte del ricavato sarebbe stato devoluto alla nostra associazione ma nessun contratto e nessuna autorizzazione era stata concessa da parte nostra alla stessa se non la disponibilità unita al ringraziamento, a ricevere la donazione".

"Fa molto male per chi, come noi, si impegna quotidianamente nella lotta alla malattia, essere strumentalizzati e mercificati da chi per ragioni politiche, artistiche e commerciali usa il nome di Lorenzo,  la sua storia e quella di tanti bambini, che hanno problemi veri e reali e qualcuno di loro, purtroppo, non saprà mai se nella vita avrebbe amato un uomo o una donna. Il signor Giuseppe Povia, le associazioni Arcigay Salento, Lea Liberamente e Apertamente e Agedo Lecce stanno usando la solidarietà come facile bersaglio per le loro ideologie".

"La nostra Associazione è apolitica, apartitica, laica e neutrale a qualsiasi forma di concetto ideologico.Ciò che amareggia molto in questa vicenda, quasi surreale, è constatare che ancora una volta chi ha il dovere dell’informazione riporta spesso solo notizie distorte prese dal web, da post di persone che hanno giornate vuote da riempire e usano la cattiveria per avere un like in più. L’Associazione Lorenzo Risolo si riserva di agire in sede legale contro ogni tipo di sopruso informativo a tutela del nome di Lorenzo, dell’Associazione e dei bambini che quotidianamente lottano per la vita".

La nota di Palazzo Carafa

Il primo cittadino, nel ribadire il sostegno all’associazione ha ripercorso in una nota le tappe che hanno portato alla revoca del patrocinio all’iniziativa promossa dall’agenzia B2 Musica e Spettacolo. La decisione è stata presa, si chiarisce, quando è emerso che la quota destinata alla benficenza sarebbe stata minoritaria rispetto al totale dell'incasso della serata.

Il primo passo citato da Palazzo Carafa è la richiesta del 12 gennaio, presentata come “concerto di beneficienza di Povia in acustico”. Nella documentazione allegata si parlava di un concerto di beneficenza in favore della Associazione Lorenzo Risolo, la quale si occupa di raccolta fondi per la ricerca contro le malattie infantili” e si precisava che l’esibizione del cantante sarebbe stata preceduta da quella di un duo comico. Il patrocinio è stato quindi concesso, sulla base del regolamento del Comune di Lecce.

Quando però è stata diffusa sui canali social la prima locandina dell’evento, che non era stata inclusa nella documentazione - ed eccoci al secondo passaggio -, ci si è accorti che non veniva specificata la finalità benefica, tanto che con una mail l’Ufficio Patrocini chiedeva agli organizzatori di chiarie se era stato previsto un biglietto di ingresso e quanta parte del ricavato sarebbe effettivamente andata all’associazione. Nella risposta inviata a Palazzo Carafa si legge: “Come si evince dalla locandina, c'è un biglietto di ingresso (essendo l'evento totalmente finanziato dalla mia società e non avendo avuto aiuti se non da piccoli sponsor locali). Tolte le spese, conto di devolvere almeno il 15 per cento dell'utile all'associazione”.

Una quota troppo residuale, secondo l’amministrazione comunale, per qualificare la manifestazione come evento di beneficenza e non come uno spettacolo qualsiasi. Richiamando l’articolo 2 del regolamento comunale, per il quale “sono ammessi al patrocinio, di norma, le manifestazioni organizzate da enti, istituzioni, fondazioni ed associazioni che non abbiano fini di lucro e le cui iniziative vengono svolte a titolo gratuito o il cui ricavato, dedotte le spese delle iniziative o delle manifestazione, siano devolute in attività di beneficenza”. 

Pagliaro di Forza Italia: Povia lo invito io

Prima ancora della nota di Palazzo Carafa, il dirigente di Forza Italia, Paolo Pagliaro, membro dell’ufficio nazionale di presidenza si è detto disponibile a invitare il cantante a sue spese: “Cancellata con un colpo di spugna l’esibizione di Povia del 20 aprile al Teatro Paisiello. Alla notizia del suo concerto si erano scatenate le proteste insensate e faziose della comunità Lgbt, e il sindaco che dovrebbe essere il garante di tutti e della democrazia cosa fa? Non concede il patrocinio. Così come appare alquanto strana la decisione degli organizzatori di dare il benservito a Povia licenziandolo senza una logica spiegazione. E pensare che il ricavato della vendita dei cd sarebbe stato devoluto, dall’artista, proprio all’associazione organizzatrice intitolata a un bambino sfortunato che non c’è più”.

“Mi attiverò subito per invitare, a mie spese, Povia a Lecce, e per organizzare una serata in cui potrà liberamente esprimere il suo pensiero che non può essere ingabbiato per le paranoie di chi vuol fare progredire il mono-pensiero arrogandosi il diritto di decidere cosa sia giusto oppure sbagliato. Le censure sono sempre ripugnanti. La nostra libertà è un valore che non possiamo farci derubare da nessuno. Povia poi deciderà a chi devolvere il ricavato delle sue vendite. Evviva la libertà, sempre, in questo caso negata all’artista che ha soltanto la colpa di non omologarsi a una libertà selettiva ma continua a rappresentare una libertà universale”.

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