Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Potature degli ulivi entro maggio: "Nuova mattanza con tagli radicali"

Il consigliere del M5S gli agricoltori: intervenire solo in maniera selettiva. La "capitozzatura" renderebbe le piante più vulnerabili dall'insetto vettore

LECCE - Nessuna potatura radicale, ma solo tagli selettivi e graduali. Un intervento radicale sugli ulivi potrebbe ulteriormente indebolirli, oltre a rendere le piante più facilmente aggredibile dalla sputacchina, l'insetto vettore del batterio della xylella fastidiosa.Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Cristian Casili, di professione agronomo, interviene sulle misure del piano regionale di contenimento che impone entro questo mese le potature.

“E’ così cominciata di nuovo la mattanza dell'ulivo in quelle che dovrebbero essere le aree di contenimento della cicalina - ha commentato in una nota l'esponente pentastellato -. Il nuovo piano prevede il ricorso generalizzato a potature, che in realtà sono capitozzature. Una manovra non solo sbagliata ma addirittura dannosa dal momento che, quando un ulivo è potato drasticamente o meglio martoriato, tende ad emettere costantemente nuovi ricacci dal piede fino alle branche mutilate; proprio questi ricacci teneri sono quelli più appetiti dal vettore, questo lo dicono gli stessi esperti degli osservatori fitosanitari che hanno scritto il piano degli interventi. Quindi ci chiediamo dove sia la coerenza". 

“È folle e stupido - ha spiegato il consigliere - pensare di contenere il vettore, la sputacchina, spogliando solo temporaneamente l'ulivo mentre le campagne e le aree periurbane sono in stato di degrado ed abbandono, ridotte a discariche a cielo aperto che costituirebbero comunque un teatro di diffusione dell'insetto vettore con le erbacee alte più di un metro. Smettiamola di prenderci in giro e, soprattutto, di devastare l'olivocoltura salentina”.

Casili intravede anche una beffa oltre al danno: "Per giunta - ha spiegato il consigliere - questo tipo di interventi verrà finanziato con una apposita misura del Programma di sviluppo rurale della Puglia. Così si configurerà il disastro: tra chi speculerà sulle risorse regionali e chi sulla vendita di tonnellate di legna. Altro che abbattimenti, il triste sospetto è che lo scenario che ci attende sia ben più preoccupante”.

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