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Fitto a Lecce per l'ultimo appello: “Ncd non voti la fiducia e torni a Forza Italia”

Presenti sul palco della convention, oltre al parlamentare magliese, anche Antonio Gabellone e Raffele Baldassarre. L'invito, all'unisono, è quello di convincere a rientrare quanti sono già passati con Alfano, o intendano farlo

Un momento della convention a Lecce

LECCE  - Raffaele Fitto lo aveva già preannunciato nell’incontro delle scorse ore a Bari. “Non è immaginabile che il Nuovo centrodestra abbia come primo atto fondativo un voto a un governo di sinistra”. Coloro che accorderanno la fiducia a Letta, dunque, si assumeranno le proprie responsabilità. Perché, è nello spirito "lealista" ritenere che una nuova destra sua impensabile. Punto. Il countdown ha preso il via e mercoledì prossimo sarà il giorno spartiacque per il futuro del centrodestra italiano. Se i sostenitori di Ncd troveranno un accordo con l'esecutivo delle "larghe intese diventate strettissime" avranno sancito l’eutanasia dei rapporti con i fittiani.

Sono questi i contenuti che, nella sostanza, arrivano dalla prima conferenza provinciale del progetto politico di Forza Italia, celebrata oggi a Lecce. Un ritrovo per contarsi e serrare i ranghi, lanciando il guanto di sfida proprio ai transfughi alfaniani. Senza paura delle defezioni, almeno in teoria, perché come ha ribadito il deputato magliese, “si contano sulle dita di una mano”. E quel che importa, invece, è ricostruire con convinzione lo "spirito" di Forza Italia. L'unico partito, capace un 19 anni, di nascere due volte. La prima, nel 1994, alla sua storica fondazione. Oggi, dopo la stagione del predellino, riportato in vita dal defibrillatore della "decadenza berlusconiana".IMG_7185-2

Se da un lato non si temono defezioni, dall'altro risulta complicato riavvicinare i lontani. Nel Salento, malesseri e tentennamenti si sono registrati. Anche i primi addii come nel caso del giovane consigliere comunale di Palazzo Carafa, Paride Mazzotta, che ha costituito un nuovo gruppo consiliare, abbandonando Grande Lecce (con cui era stato eletto nel 2012) e scegliendo di andare con Alfano. Potrebbero accodarsi presto Giuseppe Ripa e Lucio Inguscio, attualmente fermi, in un limbo di riflessione tutta personale. Situazione analoga nelle sale di via Umberto I, dove anche l’ex sindaco di Squinzano, Gianni Marra, e il primo cittadino di Alliste, Antonio Renna, sono di fatto due consiglieri di Ncd.

Forza Italia, però, vuole giocare le ultime carte nelle 72 ore circa che distanziano dalla fiducia al governo Letta. Innanzitutto, dicendo no a quell'esecutivo di "sinistra-centro", come ribattezzato, perché "tradisce le promesse fatte agli elettori", in particolare a danno di quei 9 milioni che, a febbraio, hanno sostenuto la destra. E poi legandosi indissolubilmente a Berlusconi, senza cedere alle sirene scissioniste degli alfaniani.

Alla convention leccese, ci sono consiglieri di Palazzo Carafa, di Palazzo dei Celestini ed esponenti delle amministrazioni comunali della provincia. Un rendez-vous nel quale si affronta anche la spinosa vicenda della sentenza che ha sancito la decadenza del proprio leader, o "estromissione", come ha voluto precisare Fitto.

Nel “jour de gloire” dell'incontro, si registra però, un grande assente. Giustifcato. E non passa inosservato. Si tratta del sindaco di Lecce, Paolo Perrone, che ha inviato un messaggio alla sala gremita con tanti saluti “marsigliesi”, trovandosi in trasferta nella città del Golfo del Leone, per la Tavola rotonda di sindaci e ministri, città migliori e vite migliori”, organizzata dall’Ocse, e perorare anche lì la canditura a Lecce Capitale europea 2019. Neppure questa motivazione, tuttavia, è bastata a placare qualche voce maligna e sospettosa tra chi ritiene necessario esserci, a prescindere da tutto, in questo momento "storico".  

Con Fitto, dividono il palco Antonio Gabellone, già coordinatore provinciale del Pdl, e l’europarlamentare Raffaele Baldassarre. “E’ ora di formalizzare - ha precisato il numero uno a Palazzo dei Celestini - subito il passaggio a Forza Italia. Quella di oggi, del resto, è una risposta forte. Lo si vede dal numero dei presenti, oggi, davanti a un leader nazionale come Fitto, che in questi mesi ha lavorato incessantemente per riportare all’attenzione le istanze del territorio”.

“Per venti anni - ha sottolineato, invece, Baldassarre - siamo rimasti assieme, con un senso di forte identità e compattezza”. Un inguaribile ottimismo rimarcato su una convinzione rafforzata dai fatti: “Chi in passato ci ha lasciato non è che poi abbia fatto molta strada”.

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