Dal sequestro alla nuova vita. Canile, consegnato primo lotto dei lavori

Svolte diverse opere all'interno della struttura comunale alla quale furono apposti i sigilli tre anni or sono a causa del sovraffollamento

LECCE – Dal sequestro della forestale al sogno di una nuova vita. Sono passati tre anni esatti (era il febbraio del 2013) da quel giorno. Ora arriva la consegna del primo lotto dei lavori di ristrutturazione del canile sanitario comunale. Il progetto preliminare globale sulla struttura di Borgo San Nicola, redatto dai tecnici delll’Ufficio ambiente prevedeva un importo pari a  157mila euro per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, tali da rendere funzionale e sicuro il luogo.

In seguito a una procedura di gara a rilevanza pubblica, dichiara il Comune in una nota, il dirigente dell’ufficio, Fernando Bonocuore, ha ottenuto un notevole ribasso, chiudendo a 36mila euro circa, in aggiunta agli oneri e alle spese tecniche obbligatorie (sicurezza sul cantiere e la pubblicazione del bando). 

“Si tratta di lavori molto importanti – fa sapere l’architetto Bonocuore - e che non hanno interessato solo gli aspetti superficiali e visibili come gli infissi, la pavimentazione, i rivestimenti in piastrelle e il prospetto. Si è dovuti procedere, in realtà, anche con lavori ben più sostanziali su situazioni che non erano visibili alla luce del giorno”.

In questo primo lotto, infatti, sono stati compresi il rifacimento di buona parte dell’obsoleta rete fognante, che causava perdite di liquami. E’ stata inoltre ricostruita integralmente la tubazione montante di scarico, in aggiunta alla fornitura e alla posa in opera di tubazione in Pvc rigido per acquedotti con pozzetti di raccordo in conglomerato cementizio e chiusini in ghisa sferoidale, secondo le più recenti normative. Dal risparmio dopo l’espletamento della gara, si sono potute inoltre ottenere nuove infrastrutture per migliorare i servizi forniti alla comunità.

20160202_073510-2La struttura del canile sanitario comunale fu sottoposta a sequestro preventivo con decreto del gip Carlo Cazzella dopo un sopralluogo degli agenti della forestale dovuto a sovraffollamento e carenze igienico-sanitarie. Il canile, all’epoca, contava 154 cani, quando il limite massimo era fissato in quaranta, come previsto da una delibera della Regione. L’aumento si ebbe per la cattura di cani vaganti provenienti dall’hinterland da parte del servizio veterinario dell’Asl a casa della chiusura, in alcuni casi, e dalla totale assenza, in altri, dei canili sanitari nei comuni limitrofi.

“Gli interventi di manutenzione, evidentemente, erano necessari affinché la struttura non divenisse fatiscente e la situazione non degenerasse – conclude Bonocuore - Sappiamo tutti che la burocrazia spesso è d’intralcio quando occorre intervenire con repentinità ed è per questo che ritengo oggi che senza l’intervento della magistratura, che di fatto ha realmente smosso le acque e ha dimostrato una grande attenzione e sensibilità nei confronti del problema, non saremmo potuti addivenire ad una soluzione in maniera così veloce ed efficiente”. 

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L’assessore all’Ambiente Andrea Guido si congratula con il dirigente, anche “perché mi sta permettendo di consegnare a breve alla città una struttura finalmente adeguata e valida in ogni aspetto tecnico”. E avverte il dovere di ringraziare anche il nuovo personale dell’Ufficio randagismo: “In pochissimo tempo dal suo arrivo – dice -, ha già segnato un’importante e positiva svolta nella gestione di un settore così importante e delicato e che negli anni passati non aveva mai ricevuto le attenzioni necessarie”.
 

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