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Associazioni all'offensiva: diffida preventiva al Comune contro la discarica

La Sveglia Cittadina e La Scisciula mettono in guardia l'amministrazione di Cavallino e l'Ato: "Progetto figlio di una mentalità obsoleta"

Mezzi in attesa davanti all'impianto di Cavallino.

CAVALLINO – Il ricorso alle discariche per lo smaltimento dei rifiuti è il frutto di una mentalità obsoleta e contraria all’interesse pubblico.  Per questa fondamentale ragione le associazioni Sveglia Cittadina (San Cesario di Lecce) e Scisciula (San Donato di Lecce) hanno inviato una diffida preventiva all’Ato e al Comune di Cavallino e per conoscenza al presidente della Regione, Michele Emiliano, in qualità di commissario per i rifiuti, e a Paolo Perrone, sindaco di Lecce e subcommissario.

L’invito perentorio è di prendere atto di tutti gli elementi preclusivi alla realizzazione dell’ampliamento della discarica di servizio dell’impianto di Cavallino, a partire dal parere della Regione Puglia, della Provincia, della Asl, della Soprintendenza, dell’Arpa e della stessa Ato. La questione è tornata in primo piano nei giorni scorsi, quando la chiusura temporanea della discarica di Statte, ha innescato un effetto domino che ha prodotto come conseguenza immediata una valanga di rifiuti lasciati per strada.

“Le dichiarazioni di Gorgoni (vicesindaco di Cavllino, ndr) in questi giorni, ci fanno sorridere, perché si smentiscono e si contraddicono da sole - recita un comunicato -.  In un’intervista ad un’emittente locale ad esempio, afferma che tutti dicono il falso e che a Cavallino non si vuole fare nessuna nuova discarica, ma poi ci dice anche che la parte di progetto riguardante la discarica è stata stralciata lunedì in conferenza di servizi dal progetto originale. Quindi ci dice, di fatto, che  c’era e che si voleva fare eccome, la discarica”. 

10385487_10206776679766241_8358600181032310809_n-2Il perché del passo indietro, presto detto: “Solo che forse, più semplicemente, dopo i pareri negativi degli enti su nominati, ha capito finalmente anche lui che non sarebbe stato possibile. E non si poteva fare anche perché non è in linea neanche col vigente piano regionale di gestione dei rifiuti. Chi ha contestato il progetto proprio su quei punti dunque, come il comitato Intercomunale e le associazioni, ha solo il merito di aver messo in evidenza  la questione molto prima che lui se ne accorgesse. Se non si hanno alternative a questa mentalità (quella delle discariche) ormai obsoleta, e che invece a Cavallino si voleva spacciare per moderna, allora forse è ora che se ne vadano a casa, cambiando mestiere. L’emergenza dunque, è solo la logica conseguenza di un’incapacità amministrativa poco lungimirante, che ha voluto proseguire senza ascoltare chi da tempo propone le alternative". 

Le associazioni contestano la perdita di tempo  nell’inseguire il progetto di ampliamento: “Si sarebbe dovuto impiegare, magari, per ascoltare ed avviare quelle proposte alternative che invece oggi si fa finta di non conoscere nemmeno, per arrivare per tempo, come in altri comuni virtuosi, a non aver più bisogno di mega impianti di discariche, Regione compresa. Favorendo una raccolta di prossimità o di comunità che andasse di fatto in direzione opposta rispetto a quella dei mega impianti, che rischieranno comunque sempre, anche in caso di compostaggio, di portare nuovi disagi per i cittadini che risiedono nelle vicinanze”.

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