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“Emissario per i fondi di Tap”. L’azienda smentisce e invita a denunciare

Un’associazione di Calimera ha segnalato al Centro Servizi Volontariato quanto sarebbe stato proposto in un incontro da un personaggio locale. Ed è polemica

L' ad Michele Mairo Elia, a sinistra, durante la conferenza del primo bando.

CALIMERA – Tap smentisce categoricamente di aver dato mandato a singoli di offrire alle associazioni del territorio salentino la possibilità di accedere a fondi per un migliore svolgimento delle proprie attività. Anzi, la multinazionale invita chiunque fosse avvicinato da presunti intermediari a segnalare il contatto, in modo da procedere a denuncia: ed è quanto farà già domani presso la questura di Lecce.

Dopo le polemiche, recenti e passate, sui contributi economici e manifestazioni, specialmente estive, e sui bandi destinati dalla multinazionale a scopi sociali, culturali e di tutela ambientale – una pratica che è stata bollata senza mezzi termini come di mera acquisizione del consenso per il progetto di gasdotto da parte del fronte che si oppone all’opera –, un caso singolare è stato riportato questa mattina dal Centro Servizi Volontariato Salento.

A Calimera, un uomo piuttosto noto per il suo impegno politico, avrebbe chiesto un incontro alla presidente dell’associazione Nuove Speranze nel quale sarebbe stata paventata l’ipotesi, una volta analizzato il fabbisogno per la riorganizzazione generale e l’avvio di un servizio di trasporto per gli utenti verso il centro diurno, di ottenere 40mila euro. 

L’azienda, interpellata sull’accaduto, ha negato di essere a conoscenza di quanto denunciato dal Csv. “Tap non agisce tramite emissari – è scritto nel comunicato -, ma in modo trasparente e alla luce del sole a sostegno delle associazioni no profit del Terzo Settore attraverso i bandi pubblici aperti a tutti del progetto TapStart, che lo scorso anno ha assegnato un totale di 200mila euro a otto associazioni di Melendugno, e che quest’anno è stato rinnovato per una cifra doppia (questo secondo bando scade il prossimo 31 agosto ed è disponibile sul sito)”.

L’atto successivo all’incontro tra emissario e la presidente sarebbe stato il diniego, espresso dal consiglio direttivo dell’associazione, ad accettare di intraprendere il percorso suggerito e prospettato come in discesa: “Non è solo la contrarietà ad un’opera che riteniamo inutile e potenzialmente dannosa per il territorio, il paesaggio e la salute dei suoi abitanti, a sollecitare la nostra posizione netta contro il progetto Tap – ha commentato la responsabile di Nuove Speranze al Csv -. È il tentativo di essere comprati come si acquistano i sacchi di patate al mercato, come si acquistavano gli schiavi, privati della loro libertà, è una forma evoluta di schiavitù: si fa leva sul bisogno a cui si da risposta con il danaro, in cambio del consenso e del silenzio”.

Da parte sua, il presidente del Centro Servizi, Luigi Russo, pur riconoscendo la legittimità formale delle attività di sostegno economico da parte di Tap, condanna senza appello il ricorso a presunti a “notabili del paese” in qualità di emissari: “Le piccole associazioni meritano rispetto, perché sono anche quelle vere che ogni giorno, come fa l'associazione Nuove Speranze di Calimera con coraggio, senso altissimo di umanità e dignità, rimettendoci di tasca propria, ma con la testa sempre alta, di fronte ai diritti, combattono per costruire un mondo migliore”.

Al di là dei condizionali di questa vicenda, resta da una parte la netta presa di distanza di Tap che rivendica un'azione trasparente, dall'altra il sospetto che ci siano ripetuti tentativi, per così dire informali, di ammorbidire la resistenza del territorio rispetto al progetto di gasdotto. E, in mezzo, forse, l'eccessiva disinvoltura di presunti facilitatori che presentano come biglietto da visita contatti diretti con la multinazionale.

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