Giovedì, 28 Ottobre 2021
Politica

Fondi del Pnrr, occasioni e rischi: "Criminalità si offre come welfare alternativo"

A Lecce la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, per il secondo dibattito di "Da Sud". In collegamento, Cingolani avverte: " Nei prossimi nove anni dovremo produrre 70 miliardi di watt, una trasformazione epocale"

LECCE - La seconda giornata dell'iniziativa politica "Da Sud", presso il Teatro Apollo di Lecce, ha visto la partecipazione, in presenza, della ministra dell'Interno, Luciana Lamorgee e, in collegamento, di Roberto Cingolani, che ha la delega alla Transizione Ecologica. La traccia del dibattito odierno era "Pnrr è sviluppo sicurezza". La manifestazione è stata organizzata da Dario Stefano, senatore leccese del Pd e presidente della commissione Politiche dell'Unione Europea.

Al prefetto, Maria Rosa Trio, e del sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, spettavano i saluti istituzionali e il primo cittadino ha colto l'occasione per ricordare l'importanza degli enti locali nella realizzazione concreta sui territori del Piano di nazionale di ripresa e resilienza: "Occorre - ha detto - consentire un piano straordinario di assunzioni di personale nei Comuni, anche nei tantissimi che in Italia si trovano in una condizione di strutturale difficoltà finanziaria. Il nostro Comune, a fronte dei 723 dipendenti ai quali avrebbe diritto, può contare solo su 373, in gran parte in età avanzata e prossimo al pensionamento. E si trova per motivazioni finanziarie nell'impossibilità di procedere a nuove assunzioni". 

La ministra Lamorgese ha spiegato che è molto alta l'attenzione affinché sulle ingenti risorse destinate all'Italia nell'ambito del Next Generation Eu non ci sia l'aggio della criminalità organizzata.  "La sicurezza è precondizione perché la coesione sociale sia garantita e le risorse non vadano a finire nella mani sbagliate - ha chiarito la ministra -, perché la criminalità organizza sa adeguarsi ai cambiamenti, proponendosi come welfare alternativo. Oggi abbiamo una grande sfida da affrontare e per questo dobbiamo essere tutti sulla stessa linea e operare per cogliere pienamente questa opportunità, rispettando le regole e i tempi, altrimenti potremmo correre il rischio di revoca delle risorse assegnate". L'esponente del governo ha quantificato in 1.400 le interdittive antimafia già emesse dalle prefetture italiane nei primi sei mesi del 2021.

Un passaggio è stato anche fatto a proposito della sicurezza sul lavoro, questione sempre di attualità e ancor più nelle ultime settimane che hanno registrato un numero di vittime che non può lasciare indifferenti i rappresentanti delle istituzioni. Lamorgese ha detto che il governo sta lavorando a un pacchetto di proposte, ma anche che è indispensabile una maggiore responsabilità da parte degli imprenditori cui spetta il dovere di mettere in sicurezza gli impianti. Sull'argomento Gianna Fracassi per la Cgil ha posto l’attenzione sui “costi sociali e umani legati alla ripresa ordinaria, come fa capire la recrudescenza degli infortuni sul lavoro: su questo c'è l’impegno del governo, ma chiediamo un’accelerazione e una strategia complessiva per evitare quella che è ormai una vera e propria strage".

Altro tema prioritario nel corso del dibattito quello energetico, affrontato dal ministro Cingolani: “Occorre innanzitutto cambiare metodo di produzione dell’energia primaria ricorrendo alle rinnovabili. Nei prossimi nove anni dovremo produrre 70 miliardi di watt, per raggiungere quota 70 per cento di energia green: una trasformazione epocale. Solo allora potremo pensare ai mezzi di trasporto che la utilizzino, ma prima occorrerà fare un lavoro infrastrutturale incredibile. Poi dovremo adottare pienamente il concetto del riciclo e della circolarità e arrivare almeno all’80 per cento di differenziata. Il 65 percento dei rifiuti dovrà essere completamente riutilizzato; il restante 25 andrà valorizzato (per produrre energia) e massimo il 10 percento dovrà andare in discarica. Infine c’è l’aspetto della rinaturazione: recupero dello stato salute del mare vicine le coste, soluzione del rischio idrogeologico; l’agro-fotovoltaico; il piano per i bacini fluviali; i grandi impianti per catturare la pioggia; il risanamento degli acquedotti che oggi perdono il 42 percento di acqua; la digitalizzazione dei parchi naturali e la biodiversità".

In chiusura le dichiarazioni del padrone di casa, Dario Stefano, che si è anche detto dispiaciuto per l'assenza dell'assessora regionale Anna Grazia Maraschio, che ha la delega all'Ambiente, Urbanistica, Paesaggio della Regione Puglia: "È fondamentale la partecipazione di tutta la filiera istituzionale, ed è un peccato che la Regione oggi non ci sia – ha commentato il senatore - .  Occorre fare presto e fare però bene, per questo è necessario sostenere le pubbliche amministrazioni nella fase della progettazione, perché sono sprovviste delle adeguate professionalità. La partita è vitale soprattutto per il Sud, che già paga un prezzo altissimo, basti pensare alla cancellazione continua dell’unico volo che collega la Puglia a Roma o all’impossibilità di prendere un treno che in tempi brevi consenta di raggiungere la Capitale. Il tema non sono più le risorse, che oggi ci sono, ma le riforme che consentano di accelerare i processi e di mettere le PA e il sistema delle imprese nelle condizioni di agire”.

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