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Igiene urbana, approvata la delibera per potenziare i servizi di raccolta

Passa il quinto d’obbligo contrattuale. Verrà esteso il porta a porta a marine e altre zone. Sparirà il sistema di prossimità

LECCE – La Giunta comunale di Lecce ha approvato oggi l’estensione dei servizi di igiene urbana e di raccolta differenziata, il cosiddetto quinto d’obbligo contrattuale. Coprendo quegli spazi di città e marine ancora non previsti dal capitolato d’appalto (il capoluogo vanta una certa estensione), si dovrebbe raggiungere l’obiettivo di una città più decorosa, salvaguardando l’igiene urbana e l’immagine stessa di una Lecce non sempre da cartolina.  

Angela Valli, assessore, così commenta la delibera fresca di approvazione: “Con l’estensione al quinto d’obbligo contrattuale dei servizi di igiene urbana e raccolta differenziata affidati alla ditta Monteco, Lecce  potrà finalmente contare su un servizio adeguato alla sua dimensione e alla complessità della sua area urbana. Con la delibera odierna entriamo nell’ultimo miglio di un percorso che è stato intrapreso nella passata amministrazione Salvemini e che oggi ci apprestiamo a portare a termine, per rimediare a carenze e omissioni che risalgono alla sottoscrizione del contratto di servizio con la ditta appaltatrice”.

Il capitolato fu sottoscritto nel 2014 dall’amministrazione dell’allora sindaco Paolo Perrone, all’esito di una gara bandita nel 2012 e, va detto, basata su esigenze della città e planimetrie ufficiali risalenti al 2011. Tante le lacune evidenziate da Carlo Salvemini e la sua amministrazione, nella parentesi di diciotto mesi di governo cittadino, prima della caduta e della rielezione. Nel corso della recente campagna elettorale, per esempio, lo stesso Salvemini ha ricordato l’assenza del servizio di raccolta differenziata “porta a porta” nelle marine e nelle “case sparse”, e una sostanziale difficoltà nella raccolta dei rifiuti dei “grandi produttori” con il sistema di prossimità. Per grandi produttori, s’intendono enti pubblici e grosse realtà private come università, carcere, camping, alberghi, zona industriale.

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“Per noi – commenta oggi Angela Valli - significa andare incontro alle esigenze dei quartieri più lontani dal centro, che non saranno più dimenticati; alle esigenze dei bambini e delle famiglie, garantendo parchi e aree a verde puliti con regolarità; alle esigenze delle famiglie e dei commercianti delle marine e case sparse, che potranno finalmente beneficiare del servizio di raccolta porta a porta; all'eliminazione definitiva del servizio di prossimità, uno dei principali responsabili del fenomeno del deposito incontrollato di ogni sorta di rifiuto in prossimità dei contenitori, con gravi conseguenze dal punto di vista igienico-sanitario e del decoro dei luoghi; al bisogno avvertito da noi cittadini leccesi di una maggiore frequenza e intensità della pulizia delle strade e degli spazi pubblici nei quali viviamo quotidianamente”.

“La sfida per fare di Lecce una città pulita ed efficiente è una sfida che l’amministrazione condivide con l’azienda e con la cittadinanza, ciascuno per i propri doveri e responsabilità. Tutti insieme – conclude l’assessore -, collaborando, sono certa che raggiungeremo l’obiettivo di una Lecce pulita e decorosa come ci aspettiamo debba essere. Oggi abbiamo segnato un importante passo in avanti”.

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Salvemini aveva previsto come l’estensione del contratto al “quinto d’obbligo” potesse essere – probabilmente – l’unica soluzione valida. Ovvero, adeguando, integrare e potenziando i servizi previsti dal capitolato attraverso una variante, per un quinto di quanto previsto dal contratto originario. La variante prevede l’aumento delle zone coperte dal servizio di spazzamento meccanizzato sulla base di planimetrie aggiornate della città; l’attivazione del servizio di pulizia di piazze e parchi oggi non coperti; l’eliminazione totale della raccolta differenziata di prossimità e l’ampliamento della raccolta porta a porta in marine e case sparse, per utenze domestiche e non domestiche. Rispetto al capitolato originale, il costo aumenterà di circa 1 milione e 400mila euro l’anno, ma non si avrà un aumento della Tari: il Piano economico finanziario del 2019 conteneva già la previsione di questo costo.

Chiaramente, molto della pulizia in città passa anche da altri fattori. Il senso civico dei cittadini, la lotta all'evasione della Tari (al momento, recuperati circa 2 milioni di euro). E uno degli obiettivi che Salvemini e la sua amministrazione si sono dati è anche quello di aumentare i controlli e le sanzioni. E così si spera, perché fenomeni come abbandoni incontrollati di sacchetti, cattivo conferimento dei rifiuti, in qualche caso atti di vandalismo come incendi ai cassonetti, continuano a essere all'ordine del giorno. Come attestano le fotografie a corredo dell'articolo, tutte scattate da noi o da nostri lettori nelle ultime due settimane. 

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