Incontro sulla Ss 275 apre un incidente diplomatico: "Provincia esclusa"

Il presidente Antonio Gabellone paventa il rischio di nuovi contenziosi amministrativi. Anas vuole procedere per lotti suddivisi

Antonio Gabellone.

LECCE – Se non è un incidente diplomatico, poco ci manca. Il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, si è detto estremamente rammarico per l’esclusione dell’ente dall’incontro che si è tenuto ieri, a Bari, sul progetto di ammodernamento della Ss 275, da Maglie al Capo di Leuca.

Nella riunione Anas, che ha azzerato la procedura di gara originaria,  ha ribadito a Regione Puglia a amministratori dei comuni interessati la volontà di procedere per lotti e di voler iniziare in tempi rapidi da quello iniziale, fino a Montesano Salentino, rispetto al quale non ci sono mai stati particolari attriti rispetto all’impatto ambientale dell’opera.

“Ricordo ad Anas che non è un soggetto decisore della realizzazione o meno della infrastruttura, ma è solo lo strumento materiale con cui si arriva alla costruzione della strada – precisa oggi Gabellone - . La Provincia di Lecce è stata, anche per merito e per la pervicace ostinazione dei suoi ricorsi giudiziari e del dialogo istituzionale avviato parallelamente, determinante nel percorso sin qui realizzato e questo ruolo deve essere tenuto in conto anche in relazione alle programmazioni infrastrutturali che riguarderanno il Salento nel prossimo futuro: un percorso diverso, senza i territori, sarebbe certamente l’ennesimo percorso sbagliato”.

Insomma, quello che Gabellone paventa è il rischio dell’apertura dell’ennesimo contenzioso amministrativo: “Si rammenta infatti che oltre agli aspetti politico-istituzionali, è fondamentale l’aspetto giuridico riguardante la partecipazione della Provincia di Lecce e la sottoscrizione dell’accordo stragiudiziale con cui venne chiuso il contenzioso tra gli enti territoriali e si definì la soluzione progettuale più idonea con la modifica dell’ultimo tratto dell’arteria (Montesano-Leuca). A tal fine furono predisposti gli elaborati progettuali che integrarono il progetto originario approvato da Anas furono posti a base della gara di appalto ai fini della progettazione esecutiva da parte del soggetto aggiudicatario”.

Proprio il secondo tratto della Ss 275 è quello più contestato per le ricadute di tipo paesaggistico che potrebbe avere se venisse rispettato il progetto originario, ipotesi che Anas ha però già assicurato di escludere per virare sulla rimodulazione di molti aspetti. Il nuovo corso della società di gestione della rete stradale italiana trova invece il plauso del consigliere regionale del Pd, Sergio Blasi:  “Voglio esprimere il mio apprezzamento per lo sforzo profuso da Anas per garantire ai salentini in tempi brevi una statale 275 sicura fino a Montesano. E per l’impegno di procedere spediti verso la progettazione di un intervento sul tratto finale che sia rispettoso della sicurezza e soprattutto dell’interesse pubblico di una infrastruttura che deve essere al servizio del territorio e non di pochi”.

L’esponente progressista non la manda a dire: “Se solo qualcuno non avesse pensato di cavalcare l’interesse sacrosanto di una comunità ad avere vie di comunicazione più sicure per tentare di fare bottino grosso asfaltando e cementificando il più possibile, e cercando anche di occultare le discariche illegali poste sul tracciato del vecchio progetto. Sono questioni sulle quali spero la magistratura arrivi a fare chiarezza prima possibile. Alla nuova Anas va il merito di aver mandato all’aria ‘la vergogne delle vergogne’ e di aver scelto la strada della ragionevolezza e del corretto equilibrio tra l’infrastruttura e la tutela ambientale del Sud Salento”.

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Sulla vicenda interviene anche il deputato Rocco Palese (Direzione Italia) per il quale il tratto finale è indispensabile, soprattutto per ragioni di sicurezza stradale: "Tra contenziosi, progetti fatti, cambiati, rifatti, espropri eseguiti poi annullati, richieste di risarcimento danni e chi più ne ha più ne metta, lo Stato italiano spenderà non meno di 50 milioni di euro senza aver fatto un centimetro di strada. Mentre neanche un euro dei 288 milioni disponibili da decenni per fare la strada è stato ancora speso. Fermo restando che a nostro avviso l’intera procedura andava affidata non di nuovo all’Anas ma ad un commissario della struttura di Raffaele Cantone, ci auguriamo che adesso che al tavolo regionale siedono anche i sindaci, si riesca ad ottenere sin da subito l’impegno ed il relativo progetto condiviso per realizzare la strada fino a Leuca".

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