Vertice per l'ex Palazzo delle poste: si attende decisione sulla revoca del permesso

Si è tenuto un confronto tra il primo cittadino, i capigruppo e l'amministratore della società che aveva chiesto un permesso a costruire per realizzare appartamenti di lusso ai piani superiori. Il provvedimento è stato prima concesso poi "congelato"

L'ex Palazzo delle poste.

LECCE – Si è svolto nel pomeriggio di oggi, a Palazzo Carafa, un incontro per fare il punto sull’ex Palazzo delle poste. Nell’immobile, la Mr Investments di Campobasso, che lo ha acquistato da Poste Italiane, vorrebbe realizzare ai piani superiori appartamenti di lusso. In tal senso aveva chiesto e ottenuto un permesso a costruire che però è stato poi “congelato” con l’apertura di un provvedimento di revoca in autotutela da parte del dirigente del settore Urbanistica, Luigi Maniglio.

Al vertice hanno partecipato il sindaco, Paolo Perrone, l’amministratore delegato della società proprietaria dell’edificio, Vittorio Morelli, l’avvocato Saverio Sticchi Damiani, l’assessore all’Urbanistica, Severo Martini, lo stesso Maniglio, la responsabile dell’Avvocatura comunale, Maria Luisa De Salvo, e alcuni dei capi gruppo in consiglio comunale. L’obiettivo è infatti quello di trovare una soluzione condivisa al “pasticcio” emerso lo scorso mese.

Intanto si è preso atto che l’iter di revoca deve essere ancora concluso: il dirigente si deve cioè pronunciare per la conferma del permesso o per il suo definitivo ritiro. Inutile sarebbe quindi un passaggio in consiglio comunale prima che il procedimento sia concluso.  L’ ipotesi che il dirigente si orienti per il via libera è però piuttosto complicata, considerando che l’ufficio legale dell’amministrazione – investito della vicenda successivamente - ha palesato la sua contrarietà alla procedura seguita con il rilascio di un semplice permesso a costruire. L’edificio, nel piano regolatore vigente, è tipizzato come F22 ed F24, e non sarebbe compatibile con la destinazione residenziale che la proprietà aveva richiesto al dirigente Maniglio sulla scorta di un parere dell’avvocato Sticchi Damiani.

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E’ d’altra parte parso chiaro che l’unica altra strada che pare percorribile, quella dell’adozione di una variante da portare in consiglio comunale, allungherebbe comunque i tempi già previsti, dovendo anche necessitare di un via libera della Regione Puglia. La società molisana ha avuto modo di illustrare la sua intenzione: dar vita ad un insediamento residenziale di grande prestigio da collocare anche sui mercati internazionali. Un’operazione, insomma, che pur rispondendo a tutti i crismi dell’investimento privato – del resto i lavori di riqualificazione e recupero comporterebbero una spesa considerevole di svariati milioni di euro –, comporterebbe un ritorno d’immagine per la città. 

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