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Giovedì, 30 Maggio 2024
Politica Galatina

La “svolta” rattrappita. A Palazzo Orsini si ripete lo stesso copione

Un anno e sei mesi di governo per la giunta Coluccia, che ripercorre la strada dell'instabilità amministrativa delle giunte precedenti: crolla l'asse "centrista" Udc-Io Sud. Alla base i soliti atteggiamenti ballerini dei partiti

GALATINA - Doveva essere la coalizione della “svolta” con Io Sud,  Udc e Socialisti, nell’alleanza di un Terzo Polo, voglioso di proporsi per amministrare un comune importante come Galatina. La vittoria del 12 aprile 2010, per Giancarlo Coluccia era stata un autentico trionfo, in grado di sconfiggere gli schieramenti più quotati, annullando prima il centrosinistra ed escludendolo dal ballottaggio, e battendo per distacco il centrodestra nel secondo turno. Un anno e sei mesi dopo, a Palazzo Orsini, è tutta un’altra storia. Almeno per l’ormai ex sindaco. Perché, per la città, è sempre la stessa, che si ripete. Una “svolta” rattrappita. Fine anticipata dell’amministrazione, commissariamento. Questa volta sarà tutto sommato breve, perché le elezioni arrivano già a primavera.

Deve esserci qualcosa di connaturale e sadico in certe realtà amministrative, se la storia si ripete. Galatina, in tal senso, è molto simile a Tricase, altro comune che riveste un ruolo strategico in un’altra area del Salento e dove da ormai più di una legislatura non si trova un governo in grado di ultimare il mandato. Con una differenza sostanziale e che, cioè, a Palazzo Orsini, sui banchi della maggioranza, si sono davvero seduti tutti, da destra a sinistra, passando ora dal centro “aperto” e “territoriale” (col marchio di Io Sud): nel giro di appena cinque anni. Garrisi, Antonica e Coluccia, tre amministrazioni di differente colore e con tutti i vecchi e nuovi personaggi della politica locale dentro.

Nessuno può arrogarsi il ruolo, usando la metafora evangelica, delle “vergini stolte”, perché, in caso contrario, dimostrerebbe o di non avere la verginità politica, per tirarsi fuori dalle responsabilità della stasi perenne, o di risultare “stolto” ossia “impreparato” ad amministrare. Entrambe le derive non sono incoraggianti per il futuro di un comune, che per storia e potenzialità meriterebbe una classe dirigente degna di questo nome.

Quanto all’amministrazione Coluccia, ai sorrisi del trionfo elettorale, in circa diciotto mesi di mandato, hanno fatto da contraltare gli allarmi sulle infiltrazioni malavitose negli appalti, come denunciato dal procuratore capo della Dia, e la vicenda controversa del Cdr alla Colacem. In mezzo, le solite recriminazioni dei partiti, che generano dissenso, distacco, ricatti sui numeri. Reminiscenze da Prima Repubblica, con giochi e giochini di palazzo per il più classico degli epiloghi. La caduta della giunta Coluccia fa anche traballare la tregua momentanea (ma tutt’altro che stabile per quanto sta emergendo dall’inchiesta sul filobus) in vista delle amministrative leccesi tra Io Sud e il Pdl.

Toccherà al commissario traghettare la città sino alla prossima primavera, quando, con ogni probabilità le carte si mischieranno ancora e dove appare difficile, in pochi mesi, trovare alternative nuove agli scenari politici attuali. Col concreto rischio che, cambiando per l’ennesima volta, l’ordine degli addendi, il risultato non cambi. Tutto a danno della città e dei cittadini.

 

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