Trattori contro la Xylella, Emiliano in marcia tra gli sberleffi dell'opposizione

Domani la grande marcia di Coldiretti. Il presidente con loro, ma da destra e M5S una pioggia di accuse contro la Regione

Foto da una precedente manifestazione analoga a Lecce.

LECCE – Trattori in marcia contro il rischio estinzione degli ulivi e politici di opposizione in fermento contro Michele Emiliano. Già, perché se sarà proprio il presidente della Regione, domani, a rispondere alle sollecitazioni del mondo agricolo, come annuncia una nota di Coldiretti, da centrodestra e Movimento 5 stelle piovono accuse e sberleffi. Proprio l’immobilismo della Regione, infatti, sarebbe per gli oppositori di Emiliano fra le cause dell’estensione del contagio del batterio degli ulivi.

Di certo, fin dall’alba di domani, vi sarà movimento sulle strade del capoluogo salentino, con una lunga marcia di trattori a difesa di ulivi e olivicoltura. Ben due i cortei previsti di agricoltori, uno proveniente da piazzale dello Stadio e l’altro dalla strada statale 16. I trattori si incroceranno alle 9 circa in viale Giacomo Leopardi. Quindi, raggiungeranno alle 9,30 l’ex Foro Boario per un incontro pubblico presso l’hotel Tiziano, che si aprirà circa un'ora più tardi.

“Era l’ottobre del 2012 quando fu data la prima segnalazione da Parabita di anomali disseccamenti su un appezzamento di olivo, i primi sintomi della Xyella fastidiosa, una lunga agonia che, oltre a seccare gli alberi prima a Lecce e, poi, a Taranto e a Brindisi, ha profondamente cambiato il tessuto economico e sociale pugliese”, ricordano da Coldiretti.

E, dunque, tappe di questa vicenda, ritardi, omissioni e misure da attivare saranno gli argomenti che infiammeranno domani la platea.  Saranno presenti i presidenti di Coldiretti Lecce, Bari, Foggia, Brindisi e Taranto, i rappresentanti delle cooperative olivicole pugliesi, dei vivaisti, delle istituzioni pugliesi. E sarà, come detto, il presidente Emiliano a rispondere alle sollecitazioni del mondo agricolo, poste dal presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele.

Tutto questo, mentre intorno gli oppositori di Emiliano fanno terra bruciata, anche con punte di sarcasmo. “Se la situazione non fosse drammatica, sembrerebbe di essere su Scherzi a Parte”, commenta Rocco Palese, vicepresidente della Commissione bilancio della Camera. “Sembra di essere tornati ai tempi del Governo Prodi quando alcuni ministri, come Ferrero e Damiani, prima partecipavano al Consiglio dei ministri e subito dopo scendevano in piazza a manifestare contro ciò che avevano appena approvato”.

Secondo Palese, infatti, “se il Governo nazionale in questa vicenda ha responsabilità gravi di ritardi e inadempienze, quelle della Regione sono gravissime: finora non è stata in grado di far arrivare neanche un euro per la ricerca, per il sostegno al reddito e per gli indennizzi ad olivicoltori e vivaisti; non è stata capace di condurre una trattativa seria e univoca con l'Unione Europea arrivando a farsi mettere in mora per l'immobilismo e il nulla che è stato fatto; non ha saputo dare indicazioni coerenti e precise sul taglio e sulla possibilità di reimpianto degli alberi”.

Anche il consigliere regionale Andrea Caroppo, capogruppo di Forza Italia, trova “singolare che Emiliano vada a fare passerella dagli agricoltori salentini quando è il responsabile della situazione”. 2Proprietari, vivaisti e agricoltori salentini sono in ginocchio per colpa degli errori e della inerzia di Emiliano sulla Xylella. Dobbiamo ringraziare solo Emiliano se la Xylella si è diffusa e continua a diffondersi indisturbata. Dobbiamo ringraziare solo Emiliano se sono ancora in piedi i provvedimenti restrittivi per gli operatori del settore”.

Nondimeno un altro consigliere regionale, Erio Congedo. “Come la Bella addormentata il presidente della Regione Puglia si è destato e ha esternato le sue 'rassicuranti' intenzioni con notevole ritardo sul dramma Xylella”. “Perché non è stato fatto nulla quando era il tempo?”,  si chiede. “Perché la Regione non ha risposto sulla semplificazione delle procedure di espianto degli alberi secchi in zona infetta e sul rimpianto attraverso fondi regionali del 2014-2020? O sulla dichiarazione permanente dello stato di calamità naturale con conseguenti sgravi fiscali per tutti i soggetti della filiera? O non ha provveduto ad un sostegno economico straordinario per tutta la filiera olearia distrutta dalla Xylella? Perché – conclude Congedo - ha abbandonato al suo destino il comparto vivaistico sebbene avesse garantito ristori per le aziende mai arrivati?”

I consiglieri regionali M5S Rosa Barone e Cristian Casili, componenti della IV Commissione, si chiedono a loro volta “con quale coraggio Emiliano si presenta accanto agli agricoltori salentini unicamente per sfruttare l’attenzione mediatica su Tap e sugli ulivi”. E, ricordano, “lo fa all’indomani di uno scempio a danno di centinaia di ulivi compiuto da Tap in Salento mentre lui era chissà dove a promuovere se stesso. Proprio lui che era quello che in campagna elettorale prometteva di ‘scatenare l’inferno’ sulla questione Xylella, il capo di un Governo regionale che ha fatto partire un Psr con un ritardo inaccettabile causando gravi disagi a tutti gli operatori del settore”.

“L’interesse di Emiliano per i nostri ulivi e per gli agricoltori pugliesi – accusano i pentastellati - è talmente scarso che quando in aula si sarebbe dovuta  votare la legge per la gestione della Xylella non c’erano i numeri per farlo a causa dell’assenza dei consiglieri di maggioranza. Le questioni non si affrontano soltanto nei momenti in cui sale l’attenzione mediatica ma si affrontano con serietà quotidianamente”.

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Dulcis in fundo, la stoccata del leader di Direzione Italia, Raffaele Fitto. Breve e sottile nell’analisi. “Domani a Lecce va in scena l’Emiliano di lotta e di governo. Il candidato alla segreteria nazionale del Partito democratico, Emiliano, scenderà in piazza con gli agricoltori,  in ginocchio per il batterio della Xylella che sta distruggendo i loro uliveti, contro il presidente della Regione Puglia, Emiliano, che per due anni non ha fatto nulla dopo aver promesso in campagna elettorale di avere una “ricetta miracolosa” che avrebbe risolto il problema in due mesi”. Come dire: “Agricoltori doppiamente beffati”.

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