Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Ateneo sull’orlo della crisi, ma Obiettivo Studenti si ribella al declino: “Serve unità”

Sabato scorso il rettore, davanti ai rappresentanti politici del territorio, ha avvisato delle possibili ripercussioni delle ristrettezze economiche che sono oramai all'ordine del giorno. E si è aperto un dibattito tra le componenti dell'ateneo salentino

LECCE – Le parole del rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara, nell’incontro di sabato scorso con i rappresentati politici hanno creato sconcerto e gli studenti dell’ateneo salentino temono che la scarsità di fondi a disposizione possa rappresentare in un futuro non troppo lontano il colpo di grazia definitivo sull’offerta formativa e sui loro diritti.

Interviene sull'argomento la rappresentante degli studenti Gilda Brescia, referente per l’area pedagogica di Obiettivo Studenti: la quale esordisce affermando che “ogni membro della comunità accademica ha il diritto di procedere come ritiene opportuno per far sentire la sua voce, ma forse in questo momento di difficoltà sarebbe auspicabile provare a scendere in campo con diverse intenzioni e metodi, senza fazioni né orientamenti, per riuscire a 'tornare a galla'. La voce degli studenti è quella stessa voce dei primi finanziatori dell'ateneo che difendono quei diritti di cui sono portatori affinché non vengano lesi”.

“E' necessario un processo di ricostruzione della nostra istituzione – continua Brescia -. Processo che possa tener conto della nostra voce e di quelle che sono le potenziali strategie’ da mettere in atto. Le manifestazioni sono utili per accendere i riflettori su un problema, ma poi deve esserci una fase costruttiva. La mia formazione mi insegna a partire da quello che è il problema e mi conduce a trovare quella che è la soluzione allo stesso, che non può essere certamente il reiterato denigrare. C'è necessità che gli studenti facciano la loro parte, certamente attraverso un'egida difensiva che miri a tutelare i propri diritti, ma che allo stesso tempo mostri nuovi propositi e li metta in pratica”.

Dello stesso avviso, Mario Pede di Uninsieme le cui parole fanno da eco a quelle della collega Brescia. “E' facile sfondare le porte aperte, è facile la fase destruens. Ma questo non basta. Sia chiaro, nessuno vuole i tagli, ma non credo sia giusto andare contro il nostro ateneo che dovrà barcamenarsi con risorse ridimensionate dai provvedimenti ministeriali”.

“Il rilancio della nostra università passa dalla sua attrattività verso nuovi iscritti: una critica forsennata fa solo perdere appeal all'ateneo. Oltre ad una dolorosa ridefinizione delle spese, bisogna pensare ad altri strumenti per risolvere i problemi finanziari del nostro ateneo. Ad esempio, andrebbero sviluppate convenzioni con aziende del territorio al fine di favorire l'ingresso nel mondo del lavoro, oppure strutturare una sorta di motore di ricerca di bandi e opportunità (anche all'estero) che possa segnalare ai nostri studenti diversi orizzonti lavorativi durante e dopo il periodo di studi”.

“A tutto questo, va aggiunta una maggiore partecipazione degli studenti nelle decisioni dell'ateneo, ed è per questo che nella seduta del Consiglio Degli Studenti, che doveva presentare le proposte di modifica del nostro statuto, ho suggerito di inserire rappresentanti degli studenti anche nei dipartimenti. Il messaggio è chiaro: risolviamo i problemi del nostro ateneo senza alzare barricate, ma vigilando sempre di più su come viene gestita la nostra università nell'interesse degli studenti".

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