Domenica, 1 Agosto 2021
Politica

Parità di genere, bocciatura a scrutinio segreto. Udc: “Il muro contro muro non paga”

Opposizione e franchi tiratori bloccano la legge di iniziativa popolare sulla parità di rappresentanza in politica e striglia il comitato "50&50". Salvatore Negro, Udc: "Il provvedimento andava inserito in una riforma organica"

Salvatore Negro, Udc.

LECCE - “Il muro contro muro non paga mai”. Semplifica così Salvatore Negro, capogruppo Udc, alla Regione Puglia, la bocciatura in consiglio della legge di iniziativa popolare sulla parità di genere nelle liste elettorali. Il rappresentante dello scudocrociato invita i rappresentanti del “comitato 50e50” a “riflettere”, dopo aver rifiutato di inserire il provvedimento in un progetto di riforma organica delle legge elettorale, “tentando di imporre al consiglio di esprimere un voto subito”. La notizia di questa inattesa battuta d'arresto non è stata certo accolta bene: in rete è già caccia ai consiglieri, sette di opposizione, che hanno chiesto di votare a scrutinio segreto. La proposta di legge era arrivata in Regione forte di 30mila firme.  Tra le associazioni promotrici anche la leccese "Sui generis".

Determinanti sono state tuttavia anche le assenze nella maggioranza (Amati, Nicastro e Sannicandro), tra le cui fila due esponenti hanno votato con il centrodestra. “Ma deve fare anche riflettere chi ha cercato di strumentalizzare questa legge – precisa Negro, riferendosi chiaramente allo stesso presidente Nichi Vendola -, utilizzandola come bandiera da campagna elettorale. La bocciatura della proposta di legge ci rammarica ma è il risultato di atteggiamenti estremistici che non possono trovarci d’accordo”.

“Come gruppo Udc – prosegue - abbiamo espresso sempre il volere di agevolare la partecipazione delle donne alla vita pubblica. Una partecipazione che, a nostro modo di vedere, non si può ridurre ad una semplice previsione numerica ma deve ampliare il ragionamento intorno alla possibilità di realizzare le strutture necessarie che garantiscano la partecipazione delle donne alla vita pubblica, come gli asili nido e i centri di assistenza per genitori anziani. Senza queste strutture, qualsiasi legge rischia di essere vanificata”.

“Inoltre, come abbiamo già sottolineato in più occasioni, qualsiasi proposta sulla parità di genere deve essere armonizzata con la legge nazionale che ancora deve essere varata dal Parlamento e deve tenere conto del riordino delle Province per determinare i collegi elettorali. Da parte nostra – ha concluso Negro – riaffermiamo il nostro impegno a tenere conto della proposta sulla parità di genere nella modifica della legge elettorale regionale che è ormai in cantiere e che deve contenere anche gli strumenti utili ad eliminare tutti gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione di una parità sostanziale tra uomini e donne”.

 

 

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