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"Spara a zero per ottenere titoli di giornale". Il consigliere Patti sferza l'ex sindaco

La posizione di Perrone sulla gestione delle politiche culturali produce la replica della maggioranza: "Non ricorda i tanti svarioni della sua età dell'oro"

Pierpaolo Patti.

LECCE – L’attacco frontale di Paolo Perrone ad Antonella Agnoli, assessore alla Cultura, trova immediata risposta nel consigliere Pierpaolo Patti, di Lecce Città Pubblica, che già martedì era intervenuto sulla polemica riguardante il Must. Anche in questo caso, come avvenuto nel caso dell’ex sindaco la pubblicazione è integrale.

“Il consigliere Perrone, che da sindaco ebbe l'onore e l’ardire di inaugurare il Teatro Apollo senza agibilità definitiva di fronte al Presidente della Repubblica – esordisce Patti - torna a picconare sulle politiche culturali, scrivendo o falsità o inesattezze o mezze verità. Sicuramente peccando di memoria dei tanti svarioni che hanno caratterizzato la sua età dell'oro della cultura leccese”.

Il primo passaggio è sul teatro Apollo: “Proviamo a fare chiarezza. Con una conferenza stampa, a cui avrebbe fatto bene a partecipare, poche settimane fa è stato rendicontato il risultato della stagione teatrale del Comune di Lecce all’Apollo e anche le mancanze a cui l’assessore Agnoli ha dovuto porre rimedio; è bene ricordarle, per informare l’opinione pubblica: la nomina del responsabile della sicurezza e della prevenzione del Teatro Apollo; il completamento l'iter amministrativo per l’ottenimento dell'agibilità definitiva del teatro; la nomina della ditta che si occupa della manutenzione dell'impianto scenico; il rinnovo del contratto della ditta che si occupa della manutenzione degli impianti tecnologici; il rinnovo del contratto con l'istituto di vigilanza; l’acquisto del defibrillatore; la sottoscrizione della polizza assicurativa Rct di Apollo e Paisiello; la redazione della bozza di regolamento per l'utilizzo dei teatri presentata alla commissione consiliare competente e oggi in procinto di approdare in Consiglio Comunale per la definitiva approvazione”.

Secondo il consigliere di maggioranza, nonostante i problemi ereditati, qualcosa di buono è stato già fatto: “Prima di sparare a zero su persone che hanno una credibilità nazionale e internazionale nel campo culturale, Perrone dovrebbe rendere conto, come non è abituato a fare, di queste inadempienze. La stagione teatrale del Comune di Lecce e del Tpp, per inciso, ha realizzato 5408 spettatori con un incasso di 71mila euro a fronte dei 43mila spesi dall'amministrazione. Quando Perrone ha inaugurato l'Apollo il principale teatro cittadino non aveva neanche l'idea lontana di un progetto di gestione. La città non l'ha dimenticato”.

Il secondo tema è l’utilizzo dell’ex convento dei Teatini: “È proprio sul fronte delle politiche culturali che la sua lunga stagione di governo ha lasciato il nulla. Del resto quando lo stesso Perrone arriva al punto di rivendicare il mercato dell'antiquariato nei Teatini come grande risultato, si comprende davvero la difficoltà che lui stesso ha nel trovare qualcosa a cui appigliarsi. Dovrebbe spiegarci, a proposito di antiquari, perché alcuni erano ammessi al chiostro su Corso Vittorio Emanuele, e altri no. Sulla base di quale selezione? Forse, dato il suo interventismo, ci può illuminare anche su questo. Eppure potrebbe spiegarci come mai scelse di far approvare un regolamento che all'articolo 5 prevedeva che necessariamente il direttore del Must dovesse essere un dirigente comunale”.

Patti ritorna anche sulla questione del Must: “Potrebbe spiegarci dove si trova il Museo Storico della Città, visto che dal 2012 ad oggi la città non ha avuto un museo storico (ma il direttore sì), come dimostrano le citazioni delle mostre fatte nell'epoca d'oro di Perrone. Potrebbe spiegarci come mai le opere d'arte contemporanea che sono conservate al Must dal 2012 non hanno mai avuto una assicurazione permanente. Potrebbe spiegarci come sono stati assegnati gli spazi oggi occupati al Must. Potrebbe spiegarci, visto che racconta una età dell'oro, come mai il fatto che Lecce fosse città del Libro nel 2017 fino a quando non è arrivata questa amministrazione se ne era accorto soltanto lui. Su questo punto il consigliere Perrone sfiora il ridicolo. Antonella Agnoli ha salvato il progetto di Lecce città del Libro mettendo in rete le realtà culturali che hanno realizzato i progetti e offrendo alla città, soprattutto nelle periferie, opportunità di partecipazione e cultura, rendendo anche conto dei risultati raggiunti. Come Perrone non ha mai fatto”.

“La presunzione che basti sparare a zero parole vuote su persone rispettabili per ottenere titoli di giornale, senza mai pensare di rendere conto delle proprie scelte con le quali questa città si trova a fare ancora i conti, e alle quali si deve porre rimedio è davvero sintomo di un distacco dalla realtà preoccupante. Perrone torni a ragionare nel merito dei problemi che ci sono, tantissimi dei quali portano la sua responsabilità come ex sindaco, per risolverli e per dare un contributo positivo, e non distruttivo, al dibattito pubblico”.

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