Perrone, attacco frontale all'assessore Agnoli: "Cultura, paurosi passi indietro"

L'ex sindaco parte in quarta contro l'esponente della giunta Salvemini, giudicando un fallimento totale la gestione delle sue deleghe

I consiglieri di minoranza in una recente foto.

LECCE – L’ex sindaco di Lecce, Paolo Perrone, attacca frontalmente l’assessore alla Cultura, Antonella Agnoli. Nei giorni scorsi i consiglieri comunali che fanno parte della commissione Cultura hanno fatto dei sopralluoghi al Must; da queste visite sono scaturite polemiche tra minoranza e maggioranza, con il centrodestra che accusa l’amministrazione di aver fatto perdere quella funzione di punto di riferimento e fermento culturale che la precedente giunta avrebbe assegnato contenitore di via degli Ammirati.

Ed è proprio l’ex sindaco, Paolo Perrone, a rincarare la dose oggi con un post su facebook, di seguito integralmente riportato: “A dispetto delle fumose premesse, è chiaro ormai che questa è l'amministrazione che nella gestione delle politiche culturali sta facendo fare alla città paurosi passi indietro. La cultura leccese sta vivendo un’era di vuoto assoluto, interrotto solo dalle periodiche, risibili, gaffe di Antonella Agnoli, che ad esempio definisce l’Apollo ‘strutturalmente non adatto all'opera lirica’ e viene subito smentita da tecnici ed appassionati del genere, annuncia l’apertura di un confronto con le realtà culturali della città (dopo dieci mesi, con calma), dice che il Must - Museo storico Città di Lecce sino ad oggi non è mai stato un museo. Un’affermazione quest'ultima che non sta né in cielo né in terra dopo anni di fermenti, di mostre e artisti importanti come Jenny Okun, Omar Galliani, Schifano, Riccardo Dalisi, Uli Weber, Ugo La Pietra, Valeri Tarasov ed Ezechiele Leandro, dopo il bellissimo ‘percorso della scultura’ o dopo le prestigiose iniziative dell'Adi. Lo sa l'assessore alla Cultura che oggi il Must non ha un direttore? Lo sa che prima un direttore c'era ed era condizione imprescindibile per la definizione stessa di museo, per ricevere finanziamenti, per ottenere le certificazioni?”

Il consigliere di centrodestra sposta poi l’attenzione sugli altri luoghi cittadini della cultura: “Non finisce qui. Mi risulta che oggi le iniziative più seguite al Teatro Apollo siano i saggi delle scuole leccesi. Quelli che noi facevamo all'anfiteatro e venivamo bersagliati con l'accusa di sminuire il valore del luogo. Dopo l’inaugurazione con il presidente Mattarella e le premesse che noi avevamo dato alla città, c’era da aspettarsi anche qualcos'altro. Ancora, i Teatini. L'amministrazione Salvemini ha cancellato tutte le attività che si facevano lì, da anni. Gli antiquari e gli altri espositori, solo per fare qualche esempio, erano un’occasione per entrare nel chiostro e visitarlo, per ‘arricchire’ la passeggiata sul corso, per avere una formula azzeccata di fruizione. Sono state annunciate generiche ‘attività culturali e di animazione’, che ad oggi non si sono viste e di cui non ci sono tracce all’orizzonte. Hanno spento anche questo luogo, insomma, insieme a tutti gli altri contenitori culturali di Lecce, chiusi e inutilizzati. Ma dov’è questa svolta, dov’è questa Lecce migliore?”

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Perrone si spinge fino in fondo, al punto da ironizzare a proposito della storia professionale dell’attuale assessore della giunta Salvemini, la gestione delle biblioteche e degli spazi pubblici: “Delle due l’una: o l’Agnoli è totalmente assente da Lecce e quindi a digiuno di tutto quello che succede oppure ha scelto di restare semplicemente nel recinto che l'ha resa una figura apprezzata e autorevole, cioè i libri e le biblioteche. Ma anche su questo ho qualche fortissimo dubbio. Nel 2017 Lecce è stata a livello nazionale "città del libro", grazie a un finanziamento ottenuto a fine mandato dalla mia amministrazione e lasciato in eredità a Salvemini. Non mi pare se ne sia accorto nessuno. Evidentemente nemmeno la Agnoli”.

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