Martedì, 3 Agosto 2021
Politica

Dai molluschi il verdetto sull'inquinamento a Torre Veneri. Intanto l’Esercito pulisce i canali

Il Dipartimento veterinario della Asl ha predisposto il piano di analisi per verificare eventuali conseguenze sull'ecosistema. Soddisfazione da parte di Lecce Bene Comune: "Aspettiamo di capire tempi e modi del campionamento. Un passo alla volta"

LECCE – Le analisi per valutare le eventuali conseguenze sull’ecosistema marino dei munizionamenti presenti sui fondali a largo di Torre Veneri, sede di un attivissimo e oramai discusso poligono militare, saranno condotte sui molluschi e non sui pesci. La scelta del Dipartimento veterinario della Asl di Lecce, d’intesa con i tecnici dell’assessorato all’Ambiente del Comune di Lecce, è dovuta al fatto che le specie ittiche che popolano l’Adriatico non sono stanziali e dunque potrebbero fornire dati non attendibili.

Gli esami saranno condotti anche sulla terraferma: la richiesta era stata avanzata  una decina di giorni addietro dal gruppo consiliare di Lecce Bene Comune che, attraverso il suo capogruppo, Carlo Salvemini, ha espresso soddisfazione: “Nessun riferimento alla nostra mozione (che a questo punto è inutile discutere in consiglio), al ruolo di Lecce Bene Comune. Se ne facessimo una questione di stile sarebbe un caduta grave, ma noi badiamo alla sostanza. E quindi ci dichiariamo soddisfatti. Adesso aspettiamo di capire tempi e modi del campionamento. E conoscere naturalmente gli esiti. Un passo alla volta. Ancora un passo”.

L’obiettivo è quello di verificare se, al di là dell’eventuale utilizzo di uranio impoverito – sempre categoricamente smentito dall’Esercito italiano e, da ultimo, anche nel consiglio comunale dedicato all’argomento – ci siano stati danni all’ambiente nell’area in cui da cinquant’anni e più vengono svolte le esercitazioni nel centro gestito dalla Scuola di cavalleria.  Sulla vicenda l’assessore Andrea Guido e un rappresentante dell’associazione leccese sono stati ascoltati a dicembre dalla commissione senatoriale sull’uranio impoverito che, chiudendo la sua attività prima dello scioglimento delle Camere, ha messo nero su bianco, nella relazione finale, lo stato di criticità ambientale nel poligono.

La Procura di Lecce, inoltre, dopo la presentazione di una serie di esposti, ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per gestione illecita di rifiuti, affidato al sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone. Nell’attesa ai grandi interrogativi, qualcosa intanto si muove. E’ stata la stessa Scuola di cavalleria a disporre la pulizia dei canali di bonifica dai rifiuti e dai sedimenti che si sono accumulati (nelle foto, lo stato dei canali prima e dopo).

“Con questo intervento volto al ripristino della funzionalità idrauliche dei canali di bonifica esistenti sull’area militare – ha dichiarato Andrea Guido, assessore all’Ambiente del Comune di Lecce - si sono evitati enormi rischi per la salvaguardia delle risorse naturali della zona. Se l’Esercito non avesse proceduto alla rimozione dei detriti accumulatisi in corrispondenza degli sbocchi al mare dei canali e dovuti al naturale moto ondoso si sarebbe verificato il ristagnamento di tutte le acque degli stessi canali con probabili ulteriori inconvenienti di carattere idrogeologico e un conseguente incremento della presenza delle zanzare nel corso dell’estate. E’ per questo che colgo l’occasione per ringraziare il generale Godio per l’estrema sensibilità dimostrata e per l’attenzione rivolta agli aspetti più propriamente ambientali conseguenti all’attività del poligono”.

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