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Forza Italia, i fautori delle primarie in pressing su Adriana Poli Bortone

De Benedetto, Martini e Battista si schierano per le consultazioni preventive, ma il coordinatore cittadino Sturdà insiste per la candidatura diretta

Il coordinatore provinciale ed ex consigliere a Palazzo Carafa, Paride Mazzotta.

LECCE – Dopo l’annuncio della candidatura di Carlo Salvemini, il centrodestra prova a darsi una scrollata dal torpore nel quale sembra caduto tra una riunione l’altra: la prima mossa è quella di un’azione convergente su Adriana Poli Bortone alla quale viene chiesto da più parti, senza troppi giri di parole, di sottoporsi alle primarie. E intorno a questo bivio, in Forza Italia emergono segnali di spaccatura.

L’ipotesi della sua candidatura è stata avanzata da Forza Italia, che nella coalizione è storicamente il partito più diffidente verso le consultazioni interne, ma, proprio dalle fila degli azzurri, è partito oggi un appello a firma degli ex consiglieri comunali Luciano Battista, Severo Martini e Federica De Benedetto che sollecitano “da parte di tutti un gesto di generosità e responsabilità per la città, che non vuole scontri sui nomi ma proposte e visioni realizzabili che riportino a Lecce ottimismo e buone capacità amministrative, perse negli ultimi 18 mesi”.

“In nome dell'unità – scrivono -  e convinti di avere una squadra all'altezza del progetto di coniugare esperienza e competenza con il rinnovamento avviato negli ultimi mesi in ambito regionale, chiediamo alla senatrice Poli Bortone di rendersi disponibile con Forza Italia al confronto interno alla coalizione anche nella modalità delle elezioni primarie, convinti che l'amore per la città e l'obiettivo di darle con l'unità del centrodestra un'amministrazione alternativa alla sinistra e al Movimento 5 Stelle debbano essere prioritari per le decisioni che verranno”.

Ma dal coordinatore cittadino di Forza Italia, Cristian Sturdà, arrivano dichiarazioni che sembrano voler blindare l’ipotesi che porta ad Adriana Poli Bortone senza passare dalle primarie: “É il miglior candidato sindaco che oggi il centrodestra leccese possa esprimere. Il suo nome, punta di diamante di Forza Italia, è stato fin da subito condiviso e sostenuto, con entusiasmo, da tutto il coordinamento provinciale del partito. La senatrice Adriana Poli, con la sua esperienza, la sua saggezza e la sua indubbia qualità politico-amministrativa, è la figura migliore per creare oggi una nuova classe dirigente capace di crescere, amministrare e intercettare tutte le esigenze dei cittadini leccesi. Esattamente come accaduto nel 1998, Poli Bortone può inaugurare un nuovo ciclo florido per la città e per il centrodestra tutto”. Insomma, non sfugge nelle parole del coordinatore il riferimento ad una necessità di rinnovamento delle presenze in consiglio comunale, come se le primarie servissero per legittimare il nucleo che si è consolidato negli ultimi dieci anni attorno alle figure di Paolo Perrone e Roberto Marti.

Prima Lecce sostiene le primarie

Nella direzione delle primarie va senza dubbio la presa di posizione degli ex consiglieri di Prima Lecce, Antonio Finamore, Paola Gigante, Laura Calò: “Abbiamo il dovere di restare uniti ed in tal senso lanciamo un accorato appello ad Adriana Poli Bortone, figura eminente della nostra coalizione, di confrontarsi pure lei direttamente, in prima persona, nella consultazione libera delle primarie, con la piena consapevolezza che il nostro elettorato e i tanti simpatizzanti e attivisti aderenti al nostro movimento civico, sapranno valutare con serietà e attenzione il suo alto profilo politico e soprattutto sapranno riconoscerle quanto fatto di buono, dalle sue amministrazioni, per la nostra amata Lecce”.

Monticelli attacca Salvemini e Delli Noci

Di meri personalismi incomprensibili agli elettori parla invece Bernardo Monticelli, un altro alfiere dell’uscente opposizione consiliare: “Il centrodestra solo se vuole può perdere le elezioni. La città, storicamente di centrodestra, ci vuole uniti e con sofferenza sta assistendo all’attuale dibattito, invero, dettato da meri personalismi contrapposti, che ci indeboliscono. Si guardi al futuro ed al bene dei nostri concittadini che con fiducia aspettano un segnale di unità e non capirebbero divisioni che nascondono altro”.

Monticelli tuttavia volge lo sguardo al campo degli avversari, attaccandone i due protagonisti principali: “Salvemini prova furbescamente a fuggire dalla sua ideologia, nascondendosi dietro un civismo ridotto a mera comparsa. Salvemini abbia, invece, il coraggio e la dignità di presentarsi alla città per ciò che è e che è sempre stato: candidato ed espressione di una sinistra estrema, lontana da ogni sentimento moderato. Eviti di portare sul palco il suo ex vice sindaco, sbandierandolo come garante dell’intero mondo civico leccese.  Delli Noci, semmai, è garante di sé stesso e della sua ambizione, già proiettato alle elezioni regionali. Con evidente abbandono del suo impegno diretto in Consiglio Comunale, dove avrebbe potuto rappresentare i veri interessi del civismo leccese, qualora ne fosse stato realmente portatore, accettando anche di farlo all’opposizione”.

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