Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Bus sovraffollati e in ritardo. Gli studenti bussano alla porta della Provincia

L'associazione "Carpe diem" presenta i risultati di un sondaggio che evidenzia le criticità del trasporto pubblico. L'assessore Ciccarese: "Ripartiamo dalle esigenze dell'utenza. Disfunzionalità nella cogestione regionale"

LECCE – Che il sistema di trasporto pubblico provinciale non fosse il massimo, si sapeva. Così come è sotto gli occhi di tutti l’aumento esponenziale dell’utenza che, per cause di forza maggiore dettate dalla crisi economica, ha dovuto abbandonare l’auto a casa.

Nel caso degli studenti, poi, la problematica raddoppia se alle normali esigenze di mobilità personale si sommano quelle legate al diritto allo studio. Il risultato di una gestione non brillante del trasporto su gomma e su ferro, deputato al collegamento tra il capoluogo e comuni limitrofi, sono quelli ben evidenziati dallo studio condotto dai ragazzi dell’associazione “Carpe diem”. Carta canta e i risultati del questionario somministrato in varie scuole della provincia (20 mila le schede compilate) tracciano un quadro che conferma il sentire comune: sovraffollamento su bus e treni nelle principali tratte che portano gli studenti in città; scarsa puntualità nella partenza e nell’arrivo; condizioni igieniche non ottimali.

Con le dovute differenze, l’analisi delle schede evidenzia i punti di maggiore criticità e le “priorità” di intervento per l’assessorato provinciale ai trasporti: bollino rosso a Veglie e Carmiano per il sovraffollamento e problemi a San Pietro in Lama con l’arrivo in orario a Lecce. Non se la cavano meglio a Surbo, Arnesano, Trepuzzi, Squinzano, Monteroni: soliti problemi, ma la richiesta registra una leggera flessione.

Ma se l’amministrazione di Palazzo dei Celestini ha accolto “a braccia aperte” la richiesta di collaborazione che proviene dall’ambiente studentesco, il dialogo con la Regione Puglia non è tutto rose e fiori. L’ente di via Capruzzi ha competenza, infatti, sul settore ferroviario ed è proprio in quest’ambito che lo studio evidenzia le maggiori difficoltà.

“Peccato che le mie mail inviate in Regione non abbiano ancora ottenuto una risposta”, spiega amareggiato il referente dell’associazione Giorgio Pala. “Abbiamo il diritto di essere ascoltati e la cogestione delle linee, insieme alla provincia, complica le cose”.

La convivenza di due enti nella gestione del medesimo territorio, a detta dello stesso assessore al ramo, Bruno Ciccarese, provoca alcune disfunzionalità. “I sistemi ferro e gomma sono ancora distinti e noi abbiamo competenza solo nella gestione di Stp. Di fronte alla forte richiesta di mobilità, dobbiamo ragionare di concerto con le associazioni, i comuni interessati, l’utenza. Partendo dalle loro esigenze”.

Se i dati raccolti potrebbero ritornare utili anche agli amministratori regionali che hanno l’ultima parola nel definire i criteri del trasporto pubblico locale, da qualche parte bisognerà pur partire per tagliare l’ambizioso traguardo della qualità. L’errore compiuto fin’ora, a detta di Ciccarese, è stato nella mera ripartizione dei chilometri di competenza degli enti. Una divisione che ignorava le diverse istanze provenienti dal territorio.

Alcuni comuni dell’hinterland leccese, infatti, sono divenuti poli commerciali o industriali, sede di sezioni distaccate dell’Università e la domanda di quel bacino d’utenza è quasi raddoppiata. “Emerge la necessità di creare un sistema di trasporto suburbano, un servizio cioè del tutto simile al trasporto urbano potenziato nelle corse e nelle frequenza, in prossimità dei punti nevralgici della mobilità provinciale”, conclude l’assessore intenzionato, pare, ad un impegno chiaro nei confronti dei ragazzi.

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