Salvemini: "I miei avversari non sono le persone, ma i problemi di Lecce"

Nell'ambito della giornata conclusiva del progetto di partecipazione al programma elettorale, l'ex sindaco e Alessandro Delli Noci sono intervenuti anche sulle primarie del centrodestra

Carlo Salvemini nell'incontro presso la villa comunale.

LECCE – Mentre in piazza Palio erano in corso le primarie per la scelta del candidato sindaco del centrodestra, Carlo Salvemini e Alessandro Delli Noci hanno partecipato alla terza giornata di “Partecipa. Idee e progetti per cambiare Lecce insieme”. 

Il loro obiettivo è di ripartire nel cammino interrotto il 7 gennaio con le dimissioni del sindaco, dopo un voto che nel giugno 2017 aveva al primo turno consegnato al centrodestra i numeri per essere di fatto maggioranza, come ribadito definitivamente dal Consiglio di Stato, ma al ballottaggio aveva nettamente premiato Salvemini. Per riprendere quel cammino, la coalizione progressista e civica è mobilitata già da diverse settimane.  

Partecipa. Idee e progetti per cambiare Lecce insieme. La terza giornata di partecipazione sarà dedicata ad una grande mattinata di festa nel corso della quale saranno illustrati i contenuti emersi dai tavoli tematici tenutisi nelle giornate del 3 marzo al Convitto Palmieri e del 10 alle Officine Cantelmo. In queste giornate i cittadini sono stati chiamati a esprimersi, apportando proposte, osservazioni, contenuti su otto temi fondamentali della agenda di governo della prossima amministrazione: Cittadinanza attiva, Periferie sociali, Mobilità Urbana Sostenibile, Attrazione turistica, Vocazioni e visioni della città, Trasformazioni e innovazioni urbane, Pratiche, spazi e gestioni culturali, Ambiente e salute pubblica. Temi che sono stati affrontati da centinaia di cittadini partecipanti, con l’aiuto di facilitatori, partendo da quanto realizzato dall’amministrazione comunale uscente nei 18 mesi di governo. 

Delli Noci: il richiamo allo scandalo sulle case popolari

Alessandro Delli Noci ha introdotto l’iniziativa odierna, nella quale sono state tratte le conclusioni dell’attività svolta dai cittadini nei tavoli che si sono svolti il 3 e il 10 marzo su cittadinanza attiva, periferie sociali, mobilità urbana sostenibile, attrazione turistica, vocazioni e visioni della città, trasformazioni e innovazioni urbane, pratiche, spazi e gestioni culturali, ambiente e salute pubblica.

“La partecipazione non solo è il voto alle primarie, è impegno, passione e discussione: grazie a chi ha deciso di essere cittadino e non suddito, chi ha costruito una proposta di città per troppo tempo delegata alla scelta di pochi. Qui ho visto il futuro, la politica, la nuova classe dirigente che gira per la città che non si nasconde negli alberghi, ma che parla in piazza senza paura del confronto. Oggi invece in piazza Palio vedo il passato. Il confronto oggi è tra due modelli di città. Il passato si misura con i soliti metodi, per incoronare un re, per scegliere chi comanda. Quei metodi da cui in tanti ci siamo allontanati, perché abbiamo scelto già nel 2017 le primarie, ma delle idee”.

Forte il passaggio su un capitolo della storia cittadina attualmente oggetto di una ampia inchiesta della magistratura, quella sul voto di scambio: “Ho sentito in questi giorni tante voci sulle solite promesse, sui soliti metodi che si accelerano nella fase più intensa della campagna elettorale. Sono promesse sleali. In passato promettere posti di lavoro e alloggi popolari è avvenuto e non possiamo nasconderlo: non solo è vergognoso, ma disonesto e spero che non accada in questa campagna elettorale”.

Salvemini: "Lo spirito pubblico è la nostra identità"

Il candidato sindaco non si è sottratto nemmeno lui a un passaggio sulle primarie: “Sono sereno rispetto a quello che accadrà: per me gli avversari non sono le persone, ma i problemi della città e con quelli ci confronteremo a prescindere da chi sarà il candidato del centrodestra unito, forse.  C’è chi pensa che il futuro sia fare le stesse cose con persone diverse, oppure addirittura con le stesse persone. Noi invece pensiamo che sia fare cose nuove con persone nuove”.

Caloroso l’invito di Salvemini a vivere collettivamente l’impegno politico ed elettorale: “Siamo stati e saremo per strada – ha detto -, ma serve che tutti voi siate al mio fianco e ogni passo insieme dobbiamo avere l’idea di aggiungere persone nuove al nostro cammino. Se faremo questo saremo ‘una forza tranquilla’, ha detto citando il socialista Francois Mitterrand, che nel 1981 vinse le elezioni presidenziali”.

Salvemini ha poi voluto dire qualcosa rispetto ai giudizi, netti e negativi, dati dai suoi avversari sulle condizioni della città: “Non vedo una Lecce triste, ripiegata, parlando con i cittadini sento maturità, consapevolezza. Quando incontro quelli più critici, ed è giusto che sia così, non ce n’è uno che manifesti quella insofferenza e quella falsificazione al limite della cattiveria che spesso leggiamo sui giornali dai nostri oppositori”.

L’intervento si è chiuso con un concetto che a Salvemini sta molto a cuore e che ritiene essere la principale differenza tra la sua proposta politica e quella degli avversari: “Lo spirito pubblico è stata la vera carta di identità della nostra amministrazione: non dovremmo nemmeno richiamarlo, ma Alessandro ci ha ricordato che non sempre è stato così. Ascoltandolo si è rafforzata in me l’idea che la collaborazione tra persone che si rispettano nella differenza, determina cambiamenti reciproci e oggi vedo che lui a volta ha un profilo di radicalità che a lungo è stato a me attribuito. Io di questo sono orgoglioso: si sta facendo di tutto per rappresentare questa alleanza – che è un progetto di futuro – come un patto di potere. Allora, da una parte c’è un patto di potere come sostantivo, come comando, come dominio, qui c’è un patto di potere come verbo servile: poter cambiare, poter trasformare”.

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