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Garrisi-Salvemini, è "scontro" sui reflui del depuratore Ciccio Prete

L'assessore taccia il candidato alle primarie del centrosinistra di superficialità e snocciola dati tecnici. La controreplica: "Paghi lui i danni". Loredana Capone: "Occorre progettare una sezione di grigliature e sedimentazione"

 

LECCE - “Superficialità, improvvisazione, disinformazione. Sono questi i primi pensieri che mi assalgono in seguito alla lettura dell'intervento di Salvemini sull’impianto di trattamento dei reflui di San Cataldo”. La polemica, innescata dal candidato alle primarie del centrosinistra Carlo Salvemini, che ha avuto anche una sponda nella sua “rivale”, Loredana Capone, ha trovato una replica nell’assessore alle Politiche ambientali Gianni Garrisi. Che parla di “strafalcioni” e precisa: “La condotta a mare della città di Lecce è viva e funzionante così come anche il depuratore situato a monte”.

“Il depuratore è gestito da Aqp che provvede alla manutenzione e a tenere sotto controllo i liquami nei limiti consentiti dalla legge.  Affianco al depuratore è situato il nuovo impianto del consorzio Asi che depura le acque provenienti dalla zona industriale. Anche queste si immettono nella condotta a mare. La condotta a mare, che sfocia ad un miglio dalla costa, è manutenuta dal Comune di Lecce che ha investito ed investe le risorse necessarie per ospitare le acque depurate provenienti dal comune di Surbo, dalla zona industriale di Lecce e Surbo, da Giorgilorio, da Campoverde, da San Cataldo e da altri piccoli villaggi limitrofi”, dice Garrisi.

“E’ da sottolineare – aggiunge - la presenza  lungo il tragitto della condotta di due grandi impianti di fitodepurazione che sono un nostro fiore all’occhiello apprezzati a livello internazionale e menzionati tante volte da Legambiente. Uno di questi bacini di fitodepurazione, quello più a monte, raccoglie le acque depurate dall’impianto dell’Asi, sarà riaperto prossimamente e servirà l’orto botanico situato in adiacenza”.

“Parallelamente alla condotta corre il Canale galleria. In questa condotta scorre l’acqua derivante dalle piogge che cadono sul nostro territorio. E’ una condotta pluviale vetusta per la quale sono stati chiesti all’Ato idrico adeguati investimenti durante gli incontri organizzati con i diversi enti. Proprio quegli incontri a cui si riferisce maldestramente Salvemini”, sottolinea. “Alcuni di questi incontri sono stati organizzati e presieduti dal Comune di Lecce, in particolare quelli in cui si è parlato del nuovo impianto di depurazione che doveva essere realizzato dall’Asi e che finalmente, in seguito alle sollecitazioni, ha visto solo ultimamente la luce superando le lungaggini ed i ritardi nei finanziamenti prodotti dalla regione Puglia”.

“Altri incontri sono stati sollecitati dal Comune di Vernole sempre con spirito di collaborazione con il nostro, che hanno prodotto l’intenzione e la progettualità finalizzata a dare vita ad un bacino per la raccolta delle acque piovane da impiegare in agricoltura”.

gianni_garrisi-2E presto arriva anche la controreplica di Salvemini, che si dice sorpreso. “Al di lá di ogni polemica, i reflui continuano ad essere sversati in mare; un mare che l'amministrazione dovrebbe cercare in tutti i modi di tutelare e che, ad oggi, purtroppo, fa inorridire, nonostante tutti i soldi spesi. Sappiamo dell’esistenza della condotta a mare, dei depuratori gestiti uno da Aqp e l’altro dal Consorzio Asi e di tutta l’altra congerie di impianti costruiti negli anni e molti mai messi in funzione. Sappiamo anche che i depuratori sono stati oggetto dell’attenzione dell’autorità giudiziaria per il loro non sempre buon funzionamento”, puntualizza. “Sappiamo che per l’impianto di fitodepurazione realizzato anni fa dal Comune di Lecce in agro di Vernole, la Provincia nel 2006, quando diede la concessione al suo utilizzo, prescrisse che il Comune di Lecce fornisse analisi chimiche e batteriologiche. Analisi i cui risultati non sono mai stati resi noti. Inoltre l'impianto è stato a lungo non in funzione”.

“Ma la questione che il nostro intervento aveva posto, oltre a denunciare il degrado oggettivo dello sversamento in mare dei liquami, era che il Comune di Lecce avrebbe dovuto, e dovrebbe ancor oggi, assumere un ruolo diverso, di guida, nella battaglia per far sì che i reflui di Ciccio Prete non finiscano più in mare ma vengano usati, debitamente depurati, in agricoltura o industria sfruttando gli impianti che nel corso degli anni sono stati costruiti a spese dei cittadini. Invece, a tal proposito, l’assessore Garrisi ha fatto finta di non sentire”.

Salvemini, che parla di inconcludenza, nelle riunioni con il Comune di Vernole, lancia una proposta sarcastica: “Il sindaco di Vernole ha minacciato di fare ricorso in Tribunale per chiedere il risarcimento dei danni agli enti interessati, e cioè i Comuni di Lecce e Surbo, il Consorzio Asi e Aqp. I cittadini di Lecce sarebbero tutti più tranquilli se l'assessore Gianni Garrisi si assumesse l'onere di pagare in prima persona, gli eventuali danni che la giustizia dovesse riconoscere in futuro al Comune di Vernole. Non gli dovrebbe essere difficile, visto che è così sicuro che le cose funzionino a puntino nonostante i ricorrenti sversamenti di liquami in mare”.

Anche l’attuale vicepresidente regionale e prossima candidata alle primarie del centrosinistra, Loredana Capone, ha espresso un parere sull’argomento. “Vorremmo San Cataldo, la spiaggia dei leccesi, con la bandiera blu e invece basta una precipitazione più forte per avere lo sversamento dei reflui in mare”. E dice: “Basta allo scaricabarile tra il Comune di Lecce e il Comune di Vernole”.

”Si tratta di risolvere due importanti problemi: il primo riguarda l’adeguamento dell’affinamento dei reflui dei due depuratori che è importante ai fini del riutilizzo agricolo delle acque e potrebbe essere progettato dal Consorzio di Bonifica e da Acquedotto Pugliese- continua Loredana Capone- la Regione, anche nell’ultimo incontro, si è dichiarata disponibile a finanziare i progetti che dovessero essere presentati in questo senso”.

“Ma il problema fondamentale che produce lo sversamento è quello dello scarico derivante dalla fogna mista leccese: acqua meteorica e fognatura nera - aggiunge -, lo sversamento in mare si verifica quando ci sono forti precipitazioni tali da superare tre volte la portata della fognatura di Lecce che ovviamente è insufficiente”.

Una proposta? “Il trattamento delle acque di prima pioggia attraverso la progettazione di una sezione di grigliature e sedimentazione. È indispensabile che il Comune di Lecce si faccia carico di questa progettazione: sono passati anni senza che intervenisse mentre continuano gli sversamenti in mare. Non si può da un lato volere che la marina di San Cataldo abbia decoro e sviluppo - conclude la candidata alle primarie  - e dall’altro lasciare la situazione della fognatura leccese così com’è, con evidenti rischi di danno ambientale”.

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