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Sanitaservice rischia la chiusura? Lavoratori scioperano e manifestano a Bari

Ampia l’adesione alla giornata di protesta indetta da Usb e Cobas che hanno reclamato un incontro urgente con Emiliano. Gli annosi problemi delle società in house sembrano essersi aggravati: la Regione pare intenzionata a esternalizzare servizi e bloccare l’ aumento orario

BARI - Lungomare Nazario Sauro, a Bari, ancora una volta è stato invaso dalle bandiere di Usb. Il sindacato di base ha indetto, infatti, un nuovo sciopero delle Sanitaservice pugliesi e i lavoratori di tutta la regione si sono dati appuntamento per protestare contro la possibile (sempre più probabile) chiusura delle società in house che gestiscono molti servizi per conto delle Asl pugliesi.

I timori che le aziende possano chiudere i battenti sono vecchi di almeno due anni e risalgono alle contestazioni contro le linee guida in tema di sanità approvate nel dicembre 2013 dalla giunta guidata da Nichi Vendola. E la preoccupazione degli operatori, con il passare del tempo, si è addirittura rafforzata. Perché? Le ragioni, dicono dal sindacato, sono tante.

“Durante l’ultima campagna elettorale per le elezioni regionali, dopo un incontro con l’allora candidato presidente Michele Emiliano, durante il quale esponemmo tutte le nostre perplessità sul futuro delle Sanitaservice – spiegano dalla segreteria provinciale di Usb - , abbiamo ricevuto delle rassicurazioni rispetto al proseguimento dell’ottima esperienza fatta con le società in house”.

Nel frattempo sono passati sei mesi e, oltre al silenzio del presidente, tutto concorre a pensar male: “Molte Asl, dal Policlinico barese fino all’azienda sanitaria salentina, hanno autonomamente deciso di indire gare, oppure si sono associate a gare già bandire da Consip, per servizi che dovevano essere internalizzati e, peraltro, già previsti all’interno delle linee guida del 2013”.

Usb racconta di “pressioni sempre più insistenti”, da parte della dirigenza dell’assessorato regionale alla Sanità, che avrebbero indicato alle varie direzioni generali delle Asl pugliesi, “norme che bloccano assunzioni e incrementi orari, quando esistono già degli accordi sottoscritti dall’ex assessore al ramo, Elena Gentile insieme a tutte le organizzazioni sindacali, tesi al raggiungimento del massimo delle ore contrattuali”. L’agognato full time, per intenderci, rimasto l’obiettivo primario di tutti i lavoratori transitati dalle ditte esterne alle società in house nel lontano 2010.

“Molti consiglieri regionali considerano la sentenza del Consiglio di Stato del 2014 (quella che dava torto alla Asl di Brindisi) alla stregua di un verdetto finale che giustifica la chiusura delle Sanitaservice e omettono di dire che quella sentenza, invece, è stata superata da altre sentenze successive e dalle norme europee – aggiungono i sindacalisti - . I lavoratori non ci sta a questo gioco al massacro che in tanti vogliono, per fini certamente non corretti. Usb non può accettare che anni di lotte siano trascorsi invano e che ora si decida per un ritorno al passato, favorevole solo alle aziende ed alle cooperative esterne, le cui uniche finalità sono quelle di trarre il massimo profitto a discapito non solo della qualità del servizio ma, soprattutto, a dei diritti e della dignità dei lavoratori”.

usb bari 3-2“Non permetteremo a nessuno di rubare il futuro di migliaia di persone”, è stato questo lo slogan che ha animato la vigorosa protesta che ha contato la partecipazione di circa 200 lavoratori ed ha visto l’adesione di Cobas. I dati dello sciopero, nella sola provincia di Lecce, hanno raggiunto cifre importanti: l’adesione ha raggiunto il 70 percento nell’ospedale di Gallipoli, il 40 percento nel  Vito Fazzi di Lecce e la soglia del 20, 30 percento negli altri presidi ospedalieri. Il pienone (100 percento) è stato registrato all’interno del Centro di elaborazione dati (Ced).

I sindacalisti, dopo la manifestazione, sono riusciti ad incontrare soltanto il vice presidente della Regione cui hanno chiesto di impegnarsi a favorire un incontro con il numero uno di via Capruzzi, Michele Emiliano. A lui intendono esporre, infatti, tutte le principali problematiche che affliggono le sanitaservice regionali, con un occhio particolare per la società salentina. Anche a Lecce, infatti, i lavoratori reclamano il passaggio al tempo pieno. Ma, in più, Usb sta dando battaglia per ottenere l’internalizzazione del servizio informatico (che attualmente opera in virtù di una proroga tecnica) e per evitare il blocco delle assunzioni e dell’incremento orario. “Nella società in house locale questi disagi sono particolarmente sentiti – spiega il referente Enzo Cortese – perché gli operatori sono sovraccaricati di lavoro a causa dei nuovi e vecchi pensionamenti. Senza contare che, solo a Lecce, le persone sono state incredibilmente escluse anche dai corsi di riqualificazione professionale destinati agli Oss”.

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