"L'inserimento dei nuovi merito del gruppo". Liverani ritrova serenità

In sala stampa il tecnico dei giallorossi non ha rinunciato al suo proverbiale equilibrio. Ora ha più scelte a disposizione anche se mancano ancora all'appello diversi elementi. Deiola e Mancosu ieri sera con febbre

Liverani e Mazzarri.

LECCE - Il volto di Fabio Liverani, in sala stampa, è come se avesse un sfondo illuminato. Non è raggiante, ma appare finalmente disteso e la sua è una serenità che risalta dopo recenti uscite in conferenza all'insegna del grigio. Ma l'allenatore del Lecce non viene meno al principio che ha iniziato a predicare sin dal giorno del suo arrivo nel Salento, quando i giallorossi erano in serie C: l'equilibrio. "Non mi esalto quando le cose vanno bene, non mi abbatto quando vanno male. Sono realista e cerco di lavorare allenando la squadra secondo il mio credo calcistico", ha detto in conferenza stampa.

Il tecnico ha spiegato qual è stato il valore aggiunto della gara stravinta meritatamente contro il Torino, ma ha anche fatto comprendere che le cose hanno girato tutte per il verso giusto: "Quando siamo stati promossi in serie B abbiamo preso giocatori per quella categoria. Per fare la serie A, dove il gap qualitativo è ancora più evidente, bisognava migliorare la squadra con calciatori che si inseriscono per aiutare gli altri a fare bene nella massima serie. Per una neopromossa ci sono due possibilità: o hai alle spalle uno sceicco oppure un magnate, altrimenti bisogna rientrare in certi numeri. Fino a ottobre ci siamo allenati in 18-20 e abbiamo fatto abbastanza bene. Poi da novembre hanno giocato più o meno sempre gli stessi: per settimane ci siamo allenati in dodici. Anche oggi avevo sei ragazzi della Primavera e se la squadra va sotto non ho cambi da fare. Spero nel recupero degli infortunati".

Liverani è stato quindi chiamato a esprimersi sulle prestazioni degli ultimi arrivati: "Barak e Saponara hanno struttura e qualità, ma senza gli altri otto sarebbero serviti a poco. Sono ragazzi eccezionali, il loro inserimento è merito del gruppo. Saponara lo conoscevamo, nel momento migliore della sua carriera era andato al Milan, pagato profutamente, e poi ha avuto un rallentamento. Noi dobbiamo essere per lui un trampolino per il rilancio, è venuto con la testa giusta. Noi non possiamo permetterci giocatori all'apice della carriera, ma obbiamo sperare di riportarli su certi standard di qualità".

Poi il tecnico ha parlato di Falco: "Prima di arrivare a Lecce non aveva giocato molto. Va preservato ed è quello che ho cercato di fare con l'Inter e con il Verona. Lui è cresciuto in maniera esponenziale e oggi addirittura parliamo di Nazionale". L'allenatore romano ha quindi parlato dell'ultimo imprevisto che ha turbato la vigilia del match: "Ieri sera Deiola dava di stomaco e aveva 38,5 di febbre e così pure Mancosu. Fortunatamente Deiola stamattina mi ha dato la sua disponibilità e ha fatto una partita eccezionale per 55', poi l'ho sostituito perché non ne aveva più. Ringrazio anche Petriccione, entrato in campo nonostante abbia ancora qualche problemino alla caviglia. Insomma, è stata una notte insonne"

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Prima di congedarsi dai cronisti, Liverani ha rimarcato la buona prestazione dei suoi passisti: "Donati è un giocatore esperto, consapevole delle difficoltà che può incontrare sul lato sinistro: è stato attento sin dal primo giorno di allenamento, quando si è aggregato al gruppo. Ma lo stesso devo dire Rispoli, che è stato lanciato in campo senza aver fatto un ritiro: non potrei farne mai a meno e anche Calderoni è come loro". 

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