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Investimento da sette milioni di euro / Nardò

“Giù le ruspe dalla scuola”, comitato raccoglie 3mila firme. Chiesto confronto con Mellone

Prosegue a Nardò la battaglia del comitato civico nato per contrastare la previsione progettuale che porterà all’abbattimento, tra almeno un paio d’anni, dell’edificio scolastico di via XX settembre

NARDO’ - A poco più di una settimana dall’avvio della petizione messa in auge dal comitato civico “Giù le ruspe dalla scuola”, la raccolta ha raggiunto ormai quota tremila adesioni. E i referenti del sodalizio promotore, supportati anche dalla vicinanza di gruppi e movimenti politici, dal Pd a Nardò Bene Comune a Italia Viva, proseguono nella loro battaglia di civiltà e dissenso contro il progetto che porterà all’abbattimento, tra almeno un paio d’anni, dell’edificio scolastico di via XX settembre.

La mobilitazione spontanea non si ferma, e nonostante l’esposizione dettagliato di quello che sarà il futuro della vecchia scuola (comunque agibile, con una nuova palestra e adeguamenti eseguito alcuni anni addietro) legata al finanziamento del Pnrr che consentirà l’edificazione di un nuovo immobile scolastico in piazza Pastore, si cerca in ogni modo di far rivedere le decisioni assunte  per la scuola “Dag Hammarskjöld”. Nell’area dove oggi sorge l’edificio scolastico sarà realizzato un ampio parcheggio a servizio del centro cittadino.

La referente del comitato pro-scuola, Valeria Vicanolo, ha reso noto che, nella mattinata di oggi, è stata anche protocollata in Comune una richiesta formale di incontro con il sindaco Pippi Mellone e l’amministrazione comunale. Lo scopo è quello di intavolare un confronto bilaterale su una scelta, quella della demolizione della scuola di via XX settembre, che per il comitato “Giù le ruspe dalla scuola” sta allarmando la cittadinanza la quale “si vedrà privare di un servizio che serve una ampia fascia di territorio di Nardò”.

L’incontro è stato promosso anche con l’intento di esplorare alternative che scongiurino proprio l’abbattimento. E la portavoce del comitato conferma che, ad oggi, i cittadini firmatari della petizione sono circa tremila.

I banchetti per la raccolta delle firme inoltre continueranno nei prossimi giorni, in via itinerante, a posizionarsi per le vie della cittadina. Il prossimo appuntamento è già fissato per venerdì, 23 giugno, presso l’area mercatale.

L’opposizione netta del Pd

L’invito a sostenere e aderire al comitato “Giù le ruspe dalla scuola” è stato ribadito e caldeggiato anche dal gruppo del Pd neretino.

“La partecipazione alla prima giornata di raccolta firme a sostegno della battaglia contro la demolizione della storica scuola media Dag Hammarskjöld è stata straordinaria” dice il capogruppo Lorenzo Siciliano, “sono centinaia i neretini che in poche ore hanno voluto sostenere quella che è una battaglia culturale e di civiltà, per impedire che la gestione della cosa pubblica divenga, come in moltissimi casi è già, un affare a conduzione di pochi”.

“Demolire una scuola stabile e funzionale alle esigenze di un pezzo di territorio e quindi di migliaia di cittadini, senza alcuna consultazione con le famiglie, i docenti, gli alunni, il personale scolastico è sintomo di un’arroganza e di una presunzione ormai straripante, di un concetto di bene comune inesistente” lamenta il consigliere dei Dem, “per questa e per molte altre ragioni, noi come tantissimi neretini non ci stiamo.  Nei prossimi giorni continueremo la nostra battaglia, continueremo a raccogliere le firme dei cittadini contrari a quest’opera decisa da pochi adepti nelle stanze di palazzo”.

L’iter “chiarificatore” del Comune  

Gli obiettivi primari dell’amministrazione comunale sono stati chiariti nel corpo degli ultimi atti deliberativi. In primo luogo Il sindaco Mellone e i suoi assessori specificano che “la demolizione dell'immobile scolastico di via XX Settembre sarà effettuata solo ad avvenuto completamento del nuovo edificio scolastico”.

Inoltre a seguito dell'ammissione a finanziamento della proposta progettuale (la giunta comunale ha approvato il piano di fattibilità tecnica ed economica di un investimento da sette milioni di euro grazie ai fondi del Pnrr) per la demolizione dell’attuale edificio e la costruzione di un nuovo fabbricato destinato a scuola secondaria di I grado in piazza Giulio Pastore, l’amministrazione comunale ha esplicitato di essersi contemporaneamente adoperata per l'individuazione di aree alternative alla localizzazione prevista con la candidatura al bando Pnrr. Il tutto per trovare aree disponibili in prossimità dell'ubicazione dell’attuale immobile scolastico di via XX Settembre.

In tale direzione era stato identificato anche un terreno nei pressi di via Falcone e Borsellino ed era stata acquisita anche la disponibilità alla cessione volontaria da parte dei proprietari, nonché il parere preventivo favorevole della commissione costituita da Regione Puglia, dall'Asl e dal Comune. Una ipotesi per una nuova localizzazione che nel febbraio scorso era stata per altro inoltrata al Miur e che è rimasta però inevasa, affermando di fatto l’opportunità di procedere nell’area individuata in piazza Giulio Pastore.

“E’ stato accertato, anche sotto il profilo giuridico, che, in assenza di autorizzazione da parte del Miur” ribadiscono da Palazzo Personé, “il Comune non può procedere autonomamente alla delocalizzazione dell'intervento in un'area differente da quella indicata al momento della partecipazione al bando ministeriale, pena l'esclusione dal finanziamento”.

Infine per garantire ai residenti della zona più prossima a via XX Settembre la presenza di una scuola media, l’amministrazione aveva già ipotizzato che sarebbe adibita a questo fine, non la costruenda sede di piazza Giulio Pastore, ma in alternativa un immobile scolastico già presente nella zona di via XX Settembre.

Evitando così che due istituti di scuola secondaria di primo grado siano situati nella stessa area della città, cioè in via Manieri e nei pressi di via della Costituzione, distanti solo poche centinaia di metri. Si tratta in ogni caso di una prospettiva legata al completamento del progetto esecutivo e comunque su un orizzonte temporale che si protrae sino al 2026, data entro cui i progetti del Pnrr vanno realizzati e rendicontati.

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