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Il cambio di passo del sindaco scatena le reazioni. Forza Italia e M5S contro Natalizio

Nella nuova giunta nominata ieri, il volto nuovo è quello dell'esponente della lista 'Noi per Nardò', che era all'opposizione. Interviene anche Mellone, di "Andare oltre": "Azzurri indispettiti perché ora condannati all'irrilevanza numerica"

NARDO’  - Un abile gioco di luci e ombre. Questo è stato, per il gruppo neretino di Forza Italia, il varo della nuova fase amministrativa del sindaco Marcello Risi che ieri ha formalizzato la composizione della giunta, dopo l’azzeramento dei giorni scorsi.

E le novità, in realtà, per gli esponenti della minoranza, sarebbero solo nelle enunciazioni:  “Il dado è tratto e la ‘nuova’ giunta Risi ha visto la luce poche ore fa. Certo per definirla ‘nuova’ ci vuole un po’ di fantasia, infatti poco è cambiato: con un abile gioco di luci ed ombre, tutti i componenti dell’assise sono tornati al proprio posto, tranne un’unica vittima, il cui sacrificio è stato chiesto per permettere l'ingresso in giunta di Mino Natalizio”.

E se il comportamento del sindaco viene definito scandaloso, inevitabilmente il neo assessore (Politiche comunitarie, Cultura e spettacolo) è finito nell’occhio del ciclone: “Ed è lui il vero protagonista uscito fuori dal cappello di Risi, che con un salto camaleontico non si è fatto pregare troppo per saltare sulla poltrona da assessore. In barba a tutte le critiche mosse al sindaco Risi in questi anni, fomentando il consigliere Maccagnano e  Pippi Mellone con cui condivideva strategie e indignazioni,  ha ceduto al canto delle sirene che gli hanno fatto cambiare idea”. 

E proprio Mellone, della lista civica ‘Andare oltre’, respinge le allusioni di Forza Italia alla quale riserva parole non certo lusinghiere: “Dopo mesi di sonnecchiosa ‘presenza’ consiliare e mediatica si sono risvegliati per attaccare non tanto Risi quanto Pippi Mellone. Chiedo scusa ai miei elettori, quindi, se dovrò dedicare qualche minuto ai berlusconiani neretini, per dir loro che il sottoscritto, col sostegno del suo movimento, non accetta lezioni di moralità e di come si fa opposizione da chi non la sa fare. Né, tanto meno, si fa dettare i tempi degli interventi da chi ha addetti stampa personali, forse pagati e forse pagati con soldi pubblici”.

“Ricordo agli eletti nella coalizione di Antonella Bruno – prosegue Mellone -, che quando loro erano stampella ‘Andare Oltre’ è stata bastone. E siamo certi che continuerà ad essere così. Abbiamo il legittimo sospetto che il nuovo assetto di maggioranza indispettisca i figli di Arcore, perché così sono condannati all'irrilevanza numerica”. Mellone ha ribadito la netta distanza che lo separa dal centrodestra cittadino, accusato di feeling con il sindaco Risi al di là dei tatticismi, e ha garantito la prosecuzione di una ferma opposizione al primo cittadino.

Anche il M5S si scaglia contro la scelta di Mino Natalizio: “Noi 2 X Nardò, svela al suo elettorato ed ai neretini, il vero volto dei suoi rappresentanti.  Diplomati con il massimo dei voti nella scuola della vecchia politica, per scoprire la loro vera natura basta offrirgli un posto in Comune e come per un’operazione di chirurgia plastica tornano giovani e rinverginiti.  Ancora una volta, siamo stati buoni profeti, anche se in realtà a volte il nostro compito è veramente facile con certi soggetti; quello per cui Beppe Grillo e noi siamo derisi si avvera puntualmente: sono tutti uguali”.

“Per una forza politica seria – continuano i pentastellati - il proprio ed unico obbiettivo dovrebbe essere mandare a casa lo status quo per subentrargli e governare in modo migliore, invece come dimostrato a tutti i livelli istituzionali Governo, Regioni, Province (a proposito ma non le avevano abolite?) l’inciucio ed il partito unico prevale sulla buona politica e l’interesse collettivo. Risposte a cui noi sappiamo dare una soluzione e speriamo alle prossime elezioni i cittadini sappiano trarne le dovute considerazioni”. 

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