Mercoledì, 28 Luglio 2021
Nardò

"Operazione Shylock", prestiti a strozzo: pena definitiva per uno dei leader del giro

Francesco Fantastico, 55enne di Nardò, deve scontare tre anni e otto mesi residui. E' stato condotto in carcere. In appello la pena iniziale, di sette anni, era scesa a sei. L'indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo si svolse in più zone del Salento e portà a diciannove arresti

NARDO’ – Passata in giudicato la sentenza, per Francesco Fantastico, 55enne di Nardò, è giunta l’ora di scontare la pena in modo definitivo. I carabinieri dipendenti dalla compagnia di Gallipoli l’hanno arrestato nelle scorse ore, su ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Lecce, conducendolo in carcere.

Fantastico deve scontare una pena residua di tre anni e otto mesi. Coinvolto nell’operazione “Shylock”, indagine contro un vasto giro d’usura dei carabinieri del nucleo investigativo di Lecce, fin dalle prime battute è stato ritenuto dagli inquirenti fra i personaggi principali. Diciannove furono per persone arrestate nel luglio del 2010, altri furono indagati successivamente.

Fantastico era stato condannato in primo grado a sette anni; in appello la sentenza era stata riformata a sei. Sottratta la parte di tempo trascorsa ai domiciliari, ai quali già si trovava quando i militari hanno bussato alla sua porta, sono dunque rimasti ora poco meno di quattro anni.

“Shylock”, dal nome del personaggio partorito dalla penna di William Shakespeare ne “Il mercante di Venezia”, è stata una delle inchieste più scottanti degli ultimi anni, perché ha strappato il velo su quel mondo sommerso dell’usura così diffuso, nel Salento, e che pure ad oggi ha registrato fin troppe poche denunce, come sempre sottolineato dal procuratore Cataldo Motta.   

L'ordinanza di custodia cautelare originaria, che segnò il termine del grosso dell’attività investigativa svolta dai carabinieri comandanti dal capitano Biagio Marro, fu emessa dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Maurizio Saso, e riguardò soggetti orbitanti fra Trepuzzi, Surbo, Lecce, Lequile e Nardò. Un arresto fu eseguito anche in provincia di Bologna. Fra gli indagati a piede libero, non mancarono nemmeno alcune presunte vittime stesse, che non avrebbero inteso collaborare con la giustizia.

Le indagini presero le mosse nel febbraio del 2009, grazie alla denuncia di un imprenditore di Trepuzzi operante nel settore della vendita di apparecchiature e delle consulenze in ambito informatico, e furono coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce.

Intercettazioni telefoniche, indagini bancarie e consulenze di natura finanziaria, portarono alla luce l'esistenza di sei canali usurari, con collegamenti in alcuni casi anche con personaggi vicini alla Sacra corona unita. Una decina in tutto le vittime accertate, non tutte, come detto, collaborative.

Secondo l'ipotesi accusatoria a capo del sodalizio criminale vi sarebbe stato un terzetto composto da Alfredo Scardicchio, 40enne di Lecce, Luigi Cosimo Durante, 75enne di Nardò, e, per l’appunto, Fantastico.

In particolare Luigi Durante, uno dei proprietari della finanziaria Fin.Co. di Nardò, metteva a disposizione la sua struttura - che di fatto si configurava come un'attività di copertura - per fornire il denaro da prestare alle vittime. Tra i sistemi maggiormente utilizzati quello del cambio assegno post-datato, che faceva schizzare gli interessi al 120 per cento annui e, in alcuni casi, addirittura al 300.

FANTASTICO FRANCESCO-2Le vittime, imprenditori alle prese con la crisi economica e ridotte sul lastrico, erano costrette dall'organizzazione a sottoscrivere dei prestiti da società finanziarie con il meccanismo della truffa attraverso la comunicazione di dati falsi (riguardanti ad esempio le buste paga). Denaro che serviva poi a pagare gli usurai.

Per chi si rifiutava o non erano in grado di saldare i debiti contratti, le strategie adottate erano quelle delle minacce e dell'intimidazione, compiti affidati a soggetti in passato gravitanti nell’ambito della Scu e già condannati per associazione mafiosa.

Nel corso dell'operazione furono anche sequestrati beni mobili ed immobili, nonché conti correnti bancari, per un valore complessivo di circa un milione di euro. In particolare due abitazioni a Trepuzzi e Marittima di Diso, un terreno in località Spiaggiabella e un'auto di grossa cilindrata. Risale all’aprile dello scorso anno l’ultimo troncone processuale, in cui vi sono state ulteriori sette condanne, ma anche nove assoluzioni. 

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