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Cronaca Porto Cesareo

Accertamenti dopo la drammatica esplosione. E si scopre l'abusivismo edilizio

Il 17 gennaio scorso una coppia di Sulmona rimase gravemente ferita per un'esplosione in una casa di Porto Cesareo in cui era ospite. Gli accertamenti hanno permesso di scoprire anche una serie di abusi. Un'altra denuncia per una vicenda simile e deferimenti pure in un'azienda agricola

PORTO CESAREO - Continua l'offensiva contro l'abusivismo edilizio nella zona di Porto Cesareo, una delle perle del Salento, cittadina rivierasca purtroppo particolarmente macchiata da un fenomeno per anni quasi incontrollato. Tre le opere finite sotto sequestro e sei le persone denunciate a piede libero per realizzazione di opere in assenza o difformità di permesso di costruire e costruzione senza autorizzazione paesaggistica. Sono stati i carabinieri della stazione locale e gli agenti polizia locale a effettuare controlli mirati.

La vicenda che spicca in modo particolare è quella di via Giuseppe Zuccaro, nel pieno centro di Porto Cesareo. Qui è stato denunciato un leveranese 50enneproprietario dell’immobile già sottoposto a sequestro preventivo il 17 gennaio scorso, dopo la deflagrazione di ambiente saturo di gas che portò a una serie di lesioni gravi ai coniugi che erano temporaneamente ospiti, una coppia di Sulmona.

DSCN3187-2I due malcapitati, quel giorno, furono trasferiti al "Perrino" di Brindisi nel reparto Grandi ustionati. Nel frattempo sono stati avviati accertamenti che hanno permesso di scoprire alcuni particolari. 

Oltre a trasformare un garage in un salotto, infatti, erano stati realizzati, in assenza di autorizzazioni e permessi, una cucina, una veranda e una scala che porta al primo piano. Questo al pian terreno. Al primo piano invece l’intero appartamento è risultato abusivo.

In un secondo caso è stato denunciata una copertinese 35enne. Oltre a redistribuire arbitrariamente gli ambienti dell’abitazione già sanata, avrebbe realizzato, senza titoli, un soggiorno, un bagno, un ripostiglio, due porticati. In più è stato sottoposto a sequestro uno scavo in cui erano già state collocate armature di ferro sul fondo e sulle pareti. Non è chiaro cosa s’intendesse realizzare.

Infine sono stati deferiti i quattro titolari di un'azienda agricola, in zona "Corti Rossi", per aver realizzato, in assenza di permesso di costruire e autorizzazione paesaggistica, un recinzione in muratura di conci di tufo e una stalla costituita da pilastri di cemento armato e una tettoia in acciaio.

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