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Cronaca

Anziana rapinata in casa, l’indagato: “Ho agito sotto l’effetto di droga”

Durante l’interrogatorio, Ivano De Leo ha spiegato che credeva non ci fosse nessuno nell’abitazione, in via Nacci, a Lecce, dove si è introdotto quattro giorni fa. Stando al racconto della vittima, invece, l’azione sembra sia stata programmata

LECCE - Resta dietro le sbarre Ivano De Leo, il 41enne leccese arrestato quattro giorni fa per aver rapinato una donna di 93 anni, introducendosi nella sua abitazione, nel quartiere Leuca, a Lecce, pare con un'altra persona riuscita a fuggire.
Ieri, durante l’interrogatorio, l’indagato, assistito dagli avvocati Laura Minosi e Silvio Caroli, ha spiegato alla giudice Laura Liguori, di aver agito sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, e nella convinzione che in casa, in quel momento, non ci fosse nessuno. 
Insomma, stando alla versione dell'indagato, la sua intenzione sarebbe stata quella di rubare e, tuttavia, pur trovandosi inaspettatamente di fronte la malcapitata, non avrebbe usato alcuna violenza o minacce nei suoi riguardi. 
Stando al racconto della signora, invece, un individuo con il volto coperto da una mascherina con una scusa era entrato in casa sua, già nel corso della mattinata, ed era vestito in modo simile allo stesso soggetto che, intorno alle 14, sarebbe ritornato con un complice, facendo razzia di numerosi monili d’oro (18 collane, un bracciale, tre paia di orecchini, una collana con ciondolo in argento, una collana in oro, una spilla in oro, una collana in oro con ciondolo, otto collane, quattro anelli e due paia di orecchini). Stando sempre all’accusa, alla donna, le sarebbe stato imposto il silenzio con un gesto, poi le sarebbero state afferrate le mani e sottratto il cellulare per impedirle di chiamare i soccorsi.

Certo è che le urla della vittima avevano richiamato i vicini, e uno di questi, in particolare, era intervenuto in suo aiuto, riuscendo a bloccare il bandito con un fucile da pesca (qui, i dettagli sull’inseguimento), poi identificato in De Leo, volto più che noto alle forze dell’ordine, e a consegnarlo agli agenti delle volanti sopraggiunti nella zona.
Insomma, secondo il contenuto della denuncia, l’episodio sembra sia stato programmato anche per la possibile presenza di un complice e De Leo avrebbe agito col volto parzialmente coperto, a dispetto di quanto riferito da quest’ultimo in sede di interrogatorio.
All’esito del confronto, la giudice Laura Liguori, tenendo conto anche dei numerosi precedenti dell'uomo, recentemente condannato in via definitiva proprio per furto, ha ritenuto di convalidare la misura cautelare in carcere.
 

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