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Un momento della conferenza stampa a Gallipoli

Un momento della conferenza stampa a Gallipoli

Armi, traffico e spaccio di droga: chieste condanne per quasi un secolo

Si è aperto oggi con le richieste del pubblico ministero il processo abbreviato nato dall’operazione “Le Veneri” eseguita lo scorso luglio dai carabinieri della compagnia di Gallipoli

PARABITA - La Procura di Lecce ha presentato il conto agli undici imputati coinvolti nell’operazione “Le Veneri” eseguita il 6 luglio scorso dai carabinieri della compagnia di Gallipoli. Dieci condanne e un’assoluzione sono state chieste, al termine della requisitoria, dal pubblico ministero Carmen Ruggero, nel processo abbreviato che si è aperto oggi dinanzi al giudice Sergio Tosi.

La pena più alta, a 16 anni di reclusione, è stata invocata per l’uomo ritenuto a capo dell’organizzazione che, secondo l’accusa, avendo disponibilità di armi, avrebbe svolto attività legate all’acquisto e alla cessione di sostanze stupefacenti (cocaina, marijuana e hashish) e a quelle di recupero dei Pio Giorgio Bove-3crediti derivati dalla vendita di droga anche con minaccia. Stiamo parlando di Pio Giorgio Bove (nella foto), il 34enne di Parabita già coinvolto nel processo “Bamba” nel quale fu condannato a nove anni di reclusione.

Proprio in seguito al suo arresto, nel dicembre del 2018, quando i militari trovarono nascosti nel suo appartamento una pistola e centinaia di proiettili, che presero il via le indagini dell’Antimafia sfociate poi nel blitz della scorsa estate.

Secondo l’inchiesta, uomo di fiducia del 34enne sarebbe stato Salvatore Martello De Maria, 47 anni di Tuglie: avrebbe partecipato alle attività di approvvigionamento della droga, verificato il rispetto delle direttive di Bove, intrattenuto rapporti con i fornitori, in particolare con quelli di Monteroni, gestito l’attività di spaccio sulle piazze di Matino e Parabita, e provveduto al recupero dei crediti.  Per lui, la richiesta del pm è stata di 14 anni.

Quanto alle altre istanze sulle quali dovrà pronunciarsi il giudice Tosi: 10 anni per Giorgio Bove, 25 anni di Matino; 8 anni e 3 mesi, per Metello Durante, 30, di Tuglie; 8 anni per Cosimo Francone, 51, di Tuglie; 8 anni per Addolorata Donadei, 31, di Parabita; 8 anni e 3 mesi per Michel Perdicchia, 30 anni, di Matino; 4 anni e 4 mesi per Andrea Maniglia, 45, di Monteroni; 6 anni per Antonio Giordano, 34, di Monteroni; 12 anni per Antonio Manco, 32, di Parabita; assoluzione per Giuseppe Imperiale, 38, di Tuglie.
Il processo è stato aggiornato al 12 gennaio per le arringhe difensive degli avvocati Stefano Pati, Mariangela Calò, Stefano Palma, Angelo Ninni, Luca Laterza, Alberto e Luigi Corvaglia, Maria Greco, Giovanni Carlino e Alessandra Luchina.

La sentenza è attesa per il 26 gennaio.

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