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Giovedì, 18 Agosto 2022
Cronaca

Armati di pistole rapinano l’ufficio postale e scappano in moto

È successo questa mattina a Calimera. I due uomini avevano caschi integrali e sono scappati in direzione di Castri di Lecce. Sul posto, per le indagini, intervenuti i carabinieri

CALIMERA – È caccia all’uomo, fra Calimera e dintorni, per una rapina messa a segno questa mattina ai danni dell’ufficio postale di via Atene, nel pieno centro della cittadina grika. Ad agire sono stati due soggetti che sono arrivati sul posto con una moto di grossa cilindrata e che hanno fatto irruzione, puntando dritto verso le casse.

Entrambi con caschi integrali, di colore nero, e armati di pistole, si sono fatti consegnare il bottino, di circa mille euro, dopodiché si sono subito dileguati a forte velocità. Sul posto sono stati chiamati a intervenire i carabinieri della stazione locale, che hanno diramato le ricerche via radio, nella speranza di riuscire a rintracciare i malviventi in fuga.

Tutto s’è consumato nel giro di pochi istanti. Le armi, semmai fossero vere, non sono state usate e nessuno è rimasto ferito, anche se la situazione ha generato inevitabile apprensione. I due sono stati descritti come soggetti di corporatura media e a quanto pare sono scappati in direzione di Castri di Lecce. Saranno acquisiti i filmati di videosorveglianza per cercare di identificarli .

Come si ricorderà, verso la fine di maggio lo stesso ufficio postale era stato assalito da un uomo che aveva agito, in quel caso, in solitaria e che comunque poco dopo era stato anche rintracciato e arrestato dai carabinieri. Ma questa è pura aneddotica. Sotto il profilo investigativo, forse è più interessante un’altra, recente, rapina. Risale alla metà di giugno ed è stata perpetrata in quel caso nell’area di carburanti Eni sulla tangenziale est di Lecce.

Ad agire, infatti, la sera del 13 giugno, erano stati sempre due soggetti a bordo di una moto di grossa cilindrata, con caschi integrali, sebbene in quel frangente armati solo di un coltello. Non si può escludere che si tratti di nuovo degli stessi soggetti, che magari potrebbero aver alzato il tiro verso obiettivi più remunerativi.

Cgil: "Nessuna misura di sicurezza" 

Sul caso, avvenuto in un momento delicato, come quello del pagamento delle pensioni, intervniene Tommaso Moscara, segretario generale della Slc Cgil di Lecce. "Più volte abbiamo denunciato la delicatezza, specie in determinati periodi, di quegli uffici postali con layout aperto, dove non esiste alcuna protezione, tantomeno alla porta d’ingresso: qui i balordi possono agire indisturbati mettendo a repentaglio vite umane di cittadini e lavoratori", dice Moscara. 

"In particolare - prosegue - nel periodo del pagamento delle pensioni, come organizzazioni sindacali abbiamo sempre chiesto la presenza di una guardia giurata, che potesse anche fungere da deterrente ai malintenzionati. Quest’azione di sicurezza Poste italiane non la ritiene opportuna, mettendo così a rischio giornalmente la tranquillità delle lavoratrici e dei lavoratori. Cosa dobbiamo aspettare, prima che ci sia una chiara organizzazione da parte dell’azienda che risponda a canoni di sicurezza? Cosa possono fare gli inermi pensionati e i lavoratori di fronte a gente armata? In tutta la provincia di Lecce molti sono gli uffici senza alcuna protezione e senza porte blindate". 

"Ognuno può tranquillamente entrare portando con sé qualsiasi oggetto. Né si può chiedere ai direttori o agli operatori di cassa di fare scudo dei depositi, rischiando seriamente in proprio. Chiediamo a Poste italiane di verificare immediatamente la sicurezza negli uffici, ma soprattutto di mettere i propri dipendenti nelle condizioni di poter lavorare tranquillamente durante l'orario di lavoro. Questa organizzazione sindacale - conclude il sindacalista - utilizzerà tutte le strade e le sedi utili per rimarcare quanto detto e rassicurare i lavoratori".

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