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Clan Caracciolo-Montenegro, inflitte condanne per due secoli e mezzo

Emesso il verdetto del giudice Simona Panzera nel processo abbreviato con 24 imputati coinvolti nell’inchiesta dell’Antimafia “Battleship”. Due le assoluzioni

MONTERONI - Sfiorano i due secoli e mezzo di carcere le condanne inflitte questa mattina nell’aula bunker del carcere di “Borgo San Nicola” nel processo con rito abbreviato ai 22 dei 24 imputati coinvolti nell’operazione “Battleship” .

In diversi casi, il verdetto emesso dal giudice Simona Panzera si è spinto oltre alle richieste invocate dal procuratore della Dda Guglielmo Cataldi che aveva coordinato le indagini, svolte dagli uomini del Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Lecce, sull’associazione “Caracciolo-Montenegro”, considerandola una costola secessionista dello storico clan della Scu Tornese di Monteroni.

Le pene maggiori sono state inflitte alla coppia considerata a capo del sodalizio criminale impegnato nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti, ma anche in estorsioni, rapine, furti e minacce aggravate dall’uso delle armi e attivo, negli anni 2014 e 2015, a Monteroni, Leverano, Copertino e Porto Cesareo: 20 anni, più multa di 10.400 euro, ad Alessandro Caracciolo, 57 anni, e altrettanti, più multa di 14.400 euro, alla moglie Maria Antonietta Montenegro, di 50, residenti a Monteroni di Lecce (per il primo ne erano stati invocati 18, per la seconda 16).

Stessi gli anni di reclusione (a fronte dei 16 richiesti) inflitti anche ad Altin Shehaj, 40enne, di origini albanesi ma residente a Melissano, al quale è stata comminata anche una multa di 30mila euro.

Quanto alle altre condanne: 18 anni e 4 mesi, e multa di 5.600 euro, per Angelo Cosimo Calcagnile, 44, leveranese (domiciliato a Porto Cesareo); 16 anni e otto mesi, più multa di 8mila euro, a testa, per Mirko Burroni, 36, di San Cesario di Lecce, e per Cristian Nestola, 34, di Leverano; 14 anni, più 6mila di multa, per Simona Caracciolo, 28 anni, di Monteroni.

Per questi cinque imputati, la richiesta era di 12 anni ciascuno.

E ancora: 11 anni (a fronte dei 6 invocati), più 7.600 euro, per Alessandro Francesco Iacono, 36 anni di Leverano; 14 anni (rispetto ai 10 conteggiati dalla Procura) per Salvatore Conte, 52, di Leverano; 12 anni (la richiesta era di 9), più 9.600 euro di multa, per Antonio Cordella, 33, di Leverano; 9 anni e 4 mesi (tanti quanti ne erano stati chiesti), e multa di 2mila euro, per Andrea Quarta, 37, di Leverano; 16 anni e due mesi a testa, per Massimiliano Lorenzo, 43, di Monteroni di Lecce e Michele Antonio Ricchello, 44, di Alliste, più multe rispettivamente di 16mila euro e di 20mila, per i quali la richiesta era di 10 anni a testa; 2 anni (chiesti 2 anni e due mesi), più 10mila di multa, per Andrea Ricchello, 32, di Monteroni di Lecce; 6 anni (a fronte dei 5 anni e 4 mesi invocati dal pm), e 4mila di multa, per Andrea Carlino, 32, di  Racale; 

Sette anni (chiesti 8), più mille euro di multa, per Loris Pasquale Casarano, 45 anni, di Taviano; 2 anni e 8 mesi (su 4 anni) e 12mila euro di multa per Stefano De Leo, 44, di Monteroni di Lecce; 4 anni e 8 mesi (su 5 e 4 mesi), più mille euro di multa, per Ivan Mario Greco, 32, di Alliste; 6 anni e mezzo (6, la richiesta), più 6mila di multa, per Bruno Guida, 43, di Leverano; 5 anni e mezzo, più 2mila euro di multa, per Andrea Quarta, 42, di Monteroni di Lecce (per il quale erano stati invocati 11 anni); 8 mesi, pena sospesa, (in linea alla richiesta dell’accusa) e 4mila euro di multa per Cristian Raganato, 24 anni, di Copertino; 2 anni e 8 mesi (l’istanza era di 3 anni), più 30mila euro di multa per Carlo Squittino, 48, di Castro.

Assolti in due “per non aver commesso il fatto”: Simone Mazzotta, 44enne di Monteroni di Lecce e Roxhers Nebiu (conosciuto come “Roger”), 27enne albanese residente a Melissano, che rischiavano l’uno sei anni, l’altro cinque.

La sentenza (le cui motivazioni saranno depositate entro novanta giorni) ha inoltre ritenuto infondata l’associazione mafiosa contestata ad alcuni imputati: Burroni, Simona Caracciolo, Conte, Cordella, Iacono, Lorenzo e Michele Antonio Ricchello.

Si sono occupati della difesa, gli avvocati: Stefano Stefanelli, Rita Ciccarese, Massimo Bellini, Ladislao Massari,  Cosimo D’Agostino, Luca Puce, Alberto Ferro, Raffaele Pesce, Angelo Daniele Vetrugno, Giuseppe Romano, Carlo Martina, Francesco Fasano, Davide Spiri, Giuseppe Bonsegna, Stefano Pati, Giuseppe Presicce, Rocco Vincenti, Pantaleo Cannoletta, Paride Marti, Salvatore Pinnetta, Mario Coppola e Selene Mariano.

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