Appartamenti a “luci rosse“, la polizia setaccia il centro e ne confisca uno

Una delle case coinvolte nelle operazioni antiprostituzione del 2006, ha subito il provvedimento definitivo. La titolare, 59enne di Firenze, condannata per favoreggiamento al meretricio. Affittò l’abitazione in centro a un gruppo di dominicane, sapendo perfettamente il tipo di attività che queste avrebbero svolto

La polizia nel centro storico (Foto di archivio)

LECCE – Questa volta, il servizio antiprostituzione attivato dalla polizia di Lecce è arrivato persino a confiscare un intero appartamento, in via Corte de’ giudici, che si trova nella zona della movida, se si accede nel centro storico dal lato della stazione ferroviaria. Da tempo, infatti, le pattuglie della sezione Volanti, del reparto prevenzione crimine e della squadra mobile della questura locale sono impegnate in controlli nelle vie in cui sono state rintracciate numerose prostitute, provenienti prevalentemente da Bulgaria, Romania e Albania.

Ma l’attività di monitoraggio ha anche riguardato la zona di Piazzale Rudiae, dove esercitano il meretricio soprattutto donne di nazionalità nigeriana. Nel cuore del capoluogo sono stati inoltre sottoposte a verifica alcune abitazioni, nelle quali alloggiano cittadine colombiane, dedite all’attività di prostituzione. E’ stato proprio nell’ambito dei controlli che il personale della squadra mobile ha proceduto alla confisca dell’immobile, dove nel 2006 era stato scoperto un giro di prostitute dominicane che pagavano, ovviamente “in nero”, fino a 700 euro al mese per un posto letto alla proprietaria.

Prezzo sicuramente ingiustificato considerate le dimensioni dell’appartamento, composto soltanto da un ingresso e da un’unica camera da letto. La proprietaria, B.M.G., una 59enne residente a Firenze, è stata condannata per favoreggiamento della prostituzione. Le donne erano solite avvicendarsi all’interno, senza mai formalizzare alcun contratto di locazione, attraverso la mediazione di una connazionale che provvedeva alla consegna delle chiavi. La titolare, sebbene residente nel capoluogo toscano, risultò essere  perfettamente a conoscenza dell’uso che veniva fatto del suo appartamento.

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Alla fine del 2007, furono 11 gli edifici sequestrati nell'ambito di un'indagine partita, appunto,  l'anno prima, nel 2006. Nel secondo filone investigativo dell'operazione, denominata "Passaparola 2", i poliziotti della squadra mobile strapparono gli appartamenti a un noto transessuale della zona, allora 41enne, e affidati a donne straniere per l'attività illecita della prostituzione.

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