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Falsi documenti per truffare banche e assicurazioni: sei condanne

E’ arrivato il verdetto nel processo nato dall’inchiesta “Camaleonte” sul gruppo accusato di aver organizzato raggiri per migliaia di euro tra l’estate del 2018 e il febbraio 2019

LECCE - E’ stata emessa la sentenza nel processo con rito abbreviato nato dall’inchiesta “Camaleonte” su un giro di truffe a banche e assicurazioni. A emetterla è stata in mattinata la giudice Cinzia Vergine che ha condannato a sei anni di reclusione Domenico Cezza, 52 anni, di Poggiardo, ritenuto dall’accusa il “regista” dei raggiri.

Oltre a lui, il verdetto ha riguardato anche: l’ex funzionaria in servizio nella filiale di Galatina della Monte dei Paschi di Siena Anna Pantalea De Pascalis, 53enne di Martano, alla quale sono stati inflitti tre anni, nove mesi e dieci giorni; Pantaleo Martano 55, di Melendugno, due anni e dieci mesi; Orazio Orlacchio, 49, originario di Arpaia (in Campania) ma residente a Poggiardo, tre anni e 800 euro di multa; Luigi Minghetti, detto “pitbull”, 61, di Acquarica del Capo, tre anni, dieci mesi e venti giorni; Vincenzo Montinaro, 49, di Melendugno, quattro mesi col beneficio della pena sospesa.

Ai primi quattro era contestato il reato associativo, dal quale sono stati assolti con la formula “perché il fatto non sussiste”.

Le motivazioni del dispositivo, che ha disposto il risarcimento del danno alla parte civile in separata sede e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per Cezza e di tre anni per De Pascalis, Minghetti e Orlacchio, saranno depositate entro novanta giorni.

Le indagini, condotte dal pubblico ministero Stefania Mininni con i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, partirono in seguito a un episodio avvenuto alla Monte Paschi, nel luglio del 2018, quando un uomo si presentò come dipendente del Ministero degli Interni, in servizio presso la polizia stradale di Napoli, riuscendo a ottenere un mutuo ipotecario pari a 100mila euro per la compravendita di un’abitazione. Ad aiutare il sedicente poliziotto - le cui generalità risultarono appartenere a un ex fantino di origine toscana defunto nel 2014 - sarebbe stata proprio la funzionaria in servizio nella filiale di Galatina della Monte dei Paschi di Siena che, il 17 luglio del 2018, curò la pratica e che, scoperta dai dirigenti fu licenziata in tronco.

Sempre secondo l’accusa, Cezza avrebbe stabilito quali documenti falsi creare, incaricando De Pascalis e Martano della loro realizzazione, eccetto che per i timbri e le autentificazioni fasulle per le quali si sarebbe rivolto a persone (rimaste non identificate) in Campania. I piani truffaldini sarebbero stati pianificati anche in danno della Compagnia di Assicurazioni Allianz, grazie al supporto di Orlacchio che svolgeva la professione di agente presso la sede di Brindisi.

In particolare, grazie a quest’ultimo, utilizzando documenti d’identità e patenti di guida contraffatti (molti dei quali trovati nei cellulari di alcuni indagati) intestati a persone inesistenti o decedute o inconsapevoli, venivano stipulate polizze assicurative, e i guadagni, una volta incassate le provvigioni, sarebbero stati spartiti. Con questo metodo, secondo le analisi dei finanzieri, i premi accumulati, dal dicembre 2018 fino allo scorso febbraio, sarebbero stati di circa 760mila e 600 euro, riferibili a 407 polizze false.

Per questo, i reati contestati a vario titolo erano di associazione a delinquere, truffa, e una serie di falsi, ma non ha retto il primo di questi nel processo in cui gli imputati erano difesi dagli avvocati: Massimo Bellini, Stefano Stefanelli, Mario Blandolino, Umberto Leo, David Alemanno, Dimitry Conte, Oronzo Carrozzini.

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