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Fiumi di cocaina dall’Olanda: in cinque tacciono davanti al giudice

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere quasi tutti gli arrestati finiti nell’operazione Skipper, ascoltati oggi. Tra questi, anche Pizzolante, considerato dagli inquirenti uomo di fiducia del boss

LECCE - Sono iniziati oggi gli interrogatori di garanzia nei riguardi degli arrestati nell’ambito dell’operazione Skipper che due giorni fa ha smantellato un sodalizio specializzato nel traffico di cocaina dall’Olanda e avrebbe avuto disponibilità di armi.

Dei sette ascoltati oggi dal giudice Cinzia Vergine firmatario dell’ordinanza di custodia cautelare, in cinque si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, e tra questi c’è Pierpaolo Pizzolante, il 31enne di Acquarica del Capo, descritto come il “braccio destro” dell’uomo ritenuto a capo dell’organizzazione: Alduino Giannotta, il 59enne di Acquarica del Capo, residente in Olanda, ma domiciliato in Brasile, dove ieri è stato rintracciato e accompagnato in carcere.

Nei suoi riguardi potrebbe essere disposta l’estradizione, ma intanto la difesa ha chiesto alle autorità locali, la documentazione sanitaria in merito alla quale potrebbe essere richiesta la scarcerazione. Pare che il presunto boss abbia subito di recente un delicato intervento chirurgico e quindi le sue condizioni potrebbero essere incompatibili con la detenzione carceraria.

La stessa scelta di Pizzolante è stata fatta anche da Nicolò Urso, 23enne di Presicce; Giovanni Rizzo, 53enne di Taviano; Angelo Donato Rainò, 54enne di Taviano (tutti difesi dall’avvocato Biagio Palamà); Fancesco De Paola (assistito dagli avvocati David Alemanno e Paolo Rizzo); e Giuseppe Amato, 65enne di Scorrano (con gli avvocati Ladislao Massari e Vincenzo Blandolino).

Ha risposto alle domande del gip, Antonio Cioffi, 70enne di Nardò (alla presenza dell’avvocato Alberto Corvaglia): ha ammesso un episodio legato alla cessione di cocaina, avvenuto nell'ottobre 2017, ma ha negato di aver partecipato all’approvvigionamento di 4 chili di “bianca” il 12 maggio del 2018.

Quanto ad Altin Shehaj, 42enne di Melissano (assistito dall’avvocato Mario Coppola), l’interrogatorio proseguirà domani, quando sotto i riflettori del giudice finiranno anche gli altri arrestati per i quali sono stati disposti i domiciliari.

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