Coldiretti benedice la ricerca: "Con il leccino salvo il futuro olivicolo del Salento"

Intervista a margine del "giubileo del mondo agricolo". Prodotti agricoli donati alla Caritas per la distribuzione nelle mense cittadine

A destra, Pantaleo Piccinno.

LECCE – Si è celebrato questa mattina a Lecce il giubileo del mondo agricolo, con la celebrazione della messa da parte dell’arcivescovo, Domenico D’Ambrosio, e con una donazione di prodotti agricoli da parte delle aziende aderenti a Coldiretti a beneficio delle mense cittadine coordinate dalla Caritas diocesana. A margine dell’iniziativa abbiamo posto al presidente provinciale dell’associazione, Pantaleo Piccinno, alcune domane sulla questione del disseccamento rapido dell’ulivo.

Presidente, dalla ricerca finalmente una riposta incoraggiante: la tolleranza al batterio della xylella dimostrata dalla varietà leccino.

“La tolleranza appariva evidente nelle campagne fortemente attaccate. Ne parlò Donato Boscia due anni fa, durante un convengo a Gallipoli. La novità dell’ultimo studio è che si è compreso il meccanismo genetico che genera questa tolleranza. Occorre ancora studiare, ma per noi è una straordinaria notizia perché significa che anche nella peggiore delle ipotesi c’è una possibilità di futuro olivicolo per questa terra. Bisogna trovare nell’immenso patrimonio della biodiversità esistente anche cloni specifici delle varietà autoctone cellina e ogliarola (le più colpite, ndr) che magari dimostrino le stesse caratteristiche”.

Quali sono le richieste dei produttori nei confronti delle istituzioni?

“La questione che poniamo e che è indipendente dalla vicenda del leccino riguarda la rimozione del divieto di impianto di specie ospiti che è stato imposto con il principio di precauzione che muove il decisore europeo per non aumentare le fonti di inoculo. Con la decisione del maggio scorso, però, il fronte dell’avanzamento coincide quasi con il confine tra la provincia di Brindisi e quella di Bari. Per cui i comportamenti che adottiamo qui nel Salento non incidono minimamente, essendo peraltro circondati dal mare. Chiediamo all’Ue e alla Regione, anche attraverso 97 delibere dei consigli comunali del territorio, di abrogare questo divieto”.

Come è stato l’andamento della produzione e cosa ci si deve aspettare per la prossima stagione?

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Il paradosso dello scorso anno, quando il danno era già tangibile soprattutto in certe zone focolaio come Gallipoli, Alezio, Sannicola, è stato che abbiamo registrato la più grande annata olearia in termini di qualità e quantità a memoria d’uomo. Lo stesso accadrà nel 2016, non dal punto di vista della quantità, ma la produzione si profila interessante. Il punto è però che la capacità produttiva di ogni albero viene erosa mese dopo mese, per cui il rischio è che senza una cura, che ad oggi non c’è, è il progressivo depauperamento della capacità complessiva. Non nascondiamo la polvere sotto il tappeto, ormai la malattia ha pervaso l’intero Salento, lo scenario che si profila non è buono. E’ un danno in itinere, che aumenta di giorno in giorno.

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