Casa perquisita da cima a fondo, la droga era nascosta sotto la lavatrice

Finisce di nuovo in arresto Luca Frisone, 50enne leccese. I carabinieri hanno trovato eroina e cocaina per 33 grammi e mezzo totali

LECCE – Collezionate già alcune condanne, Luca Frisone si trovava agli arresti domiciliari quando ieri hanno fatto irruzione i carabinieri della Sezione radiomobile di Lecce. Sull’uomo, 50enne leccese, pendeva il sospetto di continuare, nonostante tutto, a portare avanti la vecchia attività di spaccio di stupefacenti al dettaglio.

E alla fine, la droga è spuntata davvero, per 33 grammi e mezzo fra eroina (soprattutto) e cocaina. Alla fine sul serio, però. Perché i militari hanno dovuto sudare le fatidiche sette camicie prima di scovare due involucri con le sostanze. Anzi, erano quasi in procinto di andarsene a mani vuote, quando qualcosa li ha insospettiti, uno di quei dettagli che possono apparire insignificanti a occhi poco esercitati e che, invece, li ha instradati verso il nascondiglio.

Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, dunque, è il reato contestato e per il quale Frisone è finito in arresto. Durante il sopralluogo e la perquisizione, i carabinieri, fino a quel momento avevano trovato poco o nulla. Un bilancino di precisione su un mobile e appena 37 euro. Nulla che potesse servire a incriminarlo. Eppure, erano convinti che di droga, nel suo appartamento, ne fosse passata e che ancora se ne potesse trovare. Ed è stata una busta il primo passo verso la scoperta.

La busta era infilata dietro al termosifone di un piccolo bagno. Era vuota, ma i carabinieri devono aver pensato che qualcosa, da lì dentro, fosse stato tolto in fretta in furia e magari nascosto altrove. La risposta è arrivata frugando dentro e sotto la lavatrice. Il cestello era vuoto, ma, infilando una mano fra base e pavimento, ecco spuntare il primo involucro, con 2 grammi e mezzo di cocaina. Poi, ancora più a fondo, ed ecco il secondo involucro con dentro ben 31 grammi di eroina. E, a quel punto, per Frisone sono iniziati i guai. Sentito il magistrato di turno, Francesca Miglietta, sono stati confermati i domiciliari con braccialetto elettronico. Ma è probabile che possa venire richiesta una misura di aggravamento. Bilancino e soldi, a quel punto ritenuti possibile provento di spaccio, sono stati sequestrati insieme al bilancino.

Già condannato in passato

Frisone, che è difeso dall’avvocato di fiducia Massimiliano Petrachi, è una più che vecchia conoscenza delle forze dell’ordine. Nel febbraio scorso era stato arrestato, sempre dai carabinieri della Sezione radiomobile di Lecce (e in quel caso con la sua compagna) dopo il ritrovamento non solo di eroina e cocaina, ma anche di ordigni artigianali e polvere pirica.  

Già in passato, però, l’uomo era finito nelle cronache per gravi episodi. Nel novembre del 2019 era stato condannato in primo grado a cinque anni e 20mila euro di multa, nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Short Message” (trentadue gli imputati). Prima ancora, aveva patteggiato due anni e nove mesi per una rapina commessa ai danni dell’ufficio postale di piazza Napoli, a Lecce.      

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