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Blitz in casa, droga e materiale esplodente: coppia in manette

Luca Frisone era da poco uscito dal carcere, ottenendo i domiciliari con la convivente, Simona D'Aprile. Ma i carabinieri hanno trovato eroina, cocaina, quattro candelotti già pronti e polvere pirica in buste. Scatta un nuovo arresto

LECCE – Patteggiata una pena di due anni e nove mesi, sul calare del 2017, per una rapina all’ufficio postale di piazza Napoli, nel rione San Sabino di Lecce, più di recente, nel novembre del 2019, condannato con altri in primo grado, con rito abbreviato, nell’ambito dell’operazione “Short message” su traffici di stupefacenti (cinque anni e 20mila euro di multa), da qualche settimana Luca Frisone era rientrato a casa. Dovendo però sottostare alla detenzione domiciliare.

Ma ora, l’uomo, 49enne di Lecce, si ritrova di nuovo in cella. E questa volta, non c’è finito da solo. Con lui, anche la ritrovata convivente, che era già agli arresti domiciliari: Simona D’Aprile, 51enne, anche lei leccese. Rispondono, in concorso, di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e fabbricazione e detenzione di materiale esplodente. Sì, perché in casa, durante un controllo avvenuto venerdì sera nell’appartamento che condividono nella zona 167, non c’erano “solo” eroina e cocaina, ma anche quattro ordigni artigianali e polvere pirica.

Movimenti sospetti, scatta il controllo

FRISONE LUCA-2A inchiodarli sono stati i carabinieri della Sezione radiomobile di Lecce che in zona si erano recati per svolgere un controllo di routine ai soggetti sottoposti ai domiciliari. Solo che, quando sono arrivati, hanno notato subito qualcosa di anomalo. Hanno visto uscire di soppiatto dalla parte retrostante di quell’abitazione due giovani. Fermati per un controllo, addosso non avevano nulla. E’ possibile che fossero, però, “clienti” della coppia e che non abbiano fatto a tempo a prendere nulla. I residenti in casa, infatti, potrebbero aver notato l’arrivo dei militari, facendo quindi uscire i due giovani in fretta e in furia.

D APRILE SIMONA-2Tant’è: vista la circostanza, i carabinieri hanno deciso di entrare per un sopralluogo. Accolti dalla donna, forse sperando di cavarsela con una semplice segnalazione, ha pensato di consegnare spontaneamente un paio di dosi di eroina. Giusto 1,2 grammi. Ma ai militari non è certo bastato. E così, hanno iniziato a rovistare ovunque. Facendo il primo ritrovamento sotto un mobile della credenza, nella sala da pranzo. In un angolo c’erano ben 23 grammi di eroina e altri 2 di cocaina. Spalancando cassetti, sono poi spuntati bilancino e diverso materiale usato per confezionare le dosi.

Non solo droga: anche ordigni artigianali

Il sequestro inatteso, però, è stato quello di polvere pirica. Era in un portavivande, dentro un mobile della cucina: oltre 146 grammi di polvere pirica in due buste e quattro candelotti di fattura artigianale già pronti, uno dei quali anche piuttosto grosso. Nel computo finale dei sequestri, anche 0,2 grammi di hashish e 80 euro che Frisone aveva addosso. Entrambi, sentito il pubblico ministero di turno, Giorgia Villa, sono stati destinati al carcere.

Non un puro aneddoto, per concludere: i due furono già coprotagonisti di un fatto di cronaca nel gennaio del 2018, quando la donna, andando a visitare Frisone in carcere (era da poco stato fermato proprio per la rapina), fu accusata di aver cercato di cedere alcune dosi di cocaina ed eroina. Un bacio, durante il colloquio, e intanto il passaggio da una mano all’altra, notato, però, dagli agenti di polizia della penitenziaria. E lei finì in arresto.

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