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Cronaca

Operazione “Orione”, traffici di droga, confermata la sentenza d’appello

La Cassazione ha ritenuto inammissibili i ricorsi di 12 imputati. Solo per uno di questi ci sarà un nuovo processo, ma in merito al divieto di espatrio e al ritiro della patente per tre anni

ROMA/LECCE - Respinti dalla Corte di Cassazione i 12 ricorsi al verdetto d’appello scaturito dall’inchiesta “Orione”, dal nome della costellazione composta da tre stelle, tanti quanti erano i gruppi criminali, impegnati soprattutto nel traffico di droga, sui quali si concentrarono inizialmente le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Lecce.

Nei giorni scorsi, “gli ermellini  hanno scritto il finale nel procedimento che il 20 marzo del 2018 sfociò nel clamoroso blitz dei carabinieri della compagnia di Maglie con 37 arresti.

Sono stati considerati inammissibili i ricorsi e confermate così le seguenti pene inflitte nel marzo del 2023 dalla Corte presieduta dal giudice Nicola Lariccia: 7 anni e 4 mesi ad Alessandro Greco, 44enne di Cutrofiano; 7 anni e 6 mesi a Marco Maggio, 33enne di Trepuzzi; 2 anni e 6 mesi e 1.400 euro di multa per Francesco Bongiorno, 54enne di Lecce; 4 anni, 10 mesi, 20 giorni e 4mila euro di multa per Giuseppe Angelino, 30enne di Giurdignano; 8 anni e 8 mesi per Andrea Caputo, 45enne di Muro Leccese; 2 anni e 10mila euro di multa per Antonio De Iaco, 40enne di Sanarica; 14 anni e 4 mesi per Cosimo Miggiano, 42enne di Muro Leccese; 7 anni per Virgilio Gnoni, 53enne di Nociglia; 17 anni e 20 giorni (in continuazione a una precedente condanna) per Paolo Merico, 39enne di Poggiardo; 5 anni, 6 mesi e 20 giorni per Sergio Pede, 48enne di Otranto; 14 anni (in continuazione a una precedente condanna) per Vittorio Tunno, 42enne di Muro Leccese.

Solo per uno degli imputati, Antonio Roberto Guadadiello, 41enne di Trepuzzi, che rimediò 7 anni e 6 mesi, sono stati rinviati gli atti per un nuovo giudizio ma esclusivamente in merito al divieto di espatrio e al ritiro della patente di guida per tre anni.

Ad appellare la sentenza furono in tutto sedici dei diciassette imputati giudicati in primo grado col rito abbreviato, mentre altre undici persone coinvolte nello stesso procedimento patteggiarono nel luglio del 2019. Fra i nomi di spicco nell’inchiesta c’era Vincenzo Amato, di Scorrano, condannato a vent’anni con l’accusa di essere a capo del gruppo egemone fra Maglie e dintorni e la cui latitanza (avviata  nel 2016) si concluse nel giugno del 2022 con la sua cattura in Andalusia (qui i dettagli dell’operazione).  

Gli imputati erano difesi, fra gli altri, dagli avvocati Giuseppe Presicce, Andrea Capone, Luigi e Arcangelo Corvaglia, Mariangela Calò, Ladislao Massari, Donata Perrone, Antonio Savoia, Luigi Covella, Luca Puce.

Per ulteriori approfondimenti, consultare i seguenti articoli: Operazione "Orione": occhi puntati su tre gruppi criminali, 37 arresti; Operazione antidroga “Orione”: inflitte condanne per quasi un secolo e mezzo; “Operazione Orione”, traffici di droga: in appello arrivano ritocchi alle pene.

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