Appalti & tangenti, nuovo terremoto a Cellino San Marco. Nei guai anche imprenditori leccesi

L'operazione "Do ut des" è stata eseguita questa mattina dai carabinieri del comando provinciale di Brindisi. Sono scattate le misure cautelari nei confronti di politici, un pregiudicato della Scu, e imprenditori. Tra questi ultimi, anche tre salentini

Un momento della conferenza

CELLINO SAN MARCO (Brindisi) – La gestione della "cosa pubblica" ne è uscita traballante e si è sgretolata assieme alla scia d scosse telluriche. Un vero e proprio terremoto giudiziario ha colpito nuovamente la comunità di Cellino San Marco. Con le prime luci del giorno è scattata anche una operazione del comando provinciale dei carabinieri di Brindisi, nella quale sono state  eseguite 14 misure di custodia cautelare. I provvedimenti sono stati disposti nell'ambito del blitz ribattezzato  “Do ut des”, che ha portato alla luce una vera e propria organizzazione criminale, facente capo al sindaco uscente di Cellino San Marco.

Si tratta di Francesco Cascione, avvocato penalista ed esponente forzista, è stato  accusato di aver pilotato sistematicamente gli appalti ed i concorsi comunali,  in cambio di tangenti. ) Avrebbe autorizzato solo verbalmente un pregiudicato del posto, vicino alla malavita organizzata, ad allacciare le attrezzature elettriche di un chiosco per la somministrazione al pubblico di bevande ed alimenti, di sua proprietà, alla rete elettrica del Comune. E avrebbe concesso, sempre allo stesso pregiudicato e sempre oralmente, di utilizzare durevolmente beni del Comune destinati alla gestione di eventi pubblici: tra questi un gazebo, 140 sedie e un palco.

Tenuto da tempo sotto osservazione per aver partecipato ai funerali di un uomo della Scu, l'ex primo cittadino non è, tuttavia, l'unico ad essere finito in manette. I militari dell'Arma, coordinati dal colonnello Alessandro Colella, hanno raggiunto anche tre ex assessori: Gianfranco Quarta, Gianfranco Pezzuto e Gabriele Elia. Quest'ultimo, che aveva la delega ai Servizi sociali, è stato di recente nominato vicecoordinatore provinciale di Forza Italia.

Oltre agli arrestati, vi sono anche sette indagati a piede libero. L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Brindisi, Paola Liaci, su richiesta del pm presso la Procura della Repubblica brindisina, Marco D'Agostino, nei confronti di 14 persone, tra cui non soltanto ex amministratori del Comune di Cellino San Marco, ma anche imprenditori delle province di Brindisi, Bari e Lecce, e un pregiudicato ritenuto vicino agli ambienti della Sacra Corona Unita: Francesco Francavilla.

Di seguito, i nomi degli individui trasferiti in carcere, tutti di Cellino San Marco:  Francesco Cascione, 42enne; Omero Molendini Macchitella, di 58 anni; Gianfranco Quarta, 58enne; Gabriele Elia, di 32 anni; Gianfranco Pezzuto, di 38 e Ionni Pagano, 47enne. Sottoposti al regime degli arresti domiciliari, invece: Antonio Cozzoli, 61enne di Brindisi; Alfredo Bruno Bruno, 58enne di Calimera; Angelo Diego Lippolis, 41enne di Noci; Antonio Vincenzo Fasiello; 53nne di Vernole e Giuseppe Gigante, 57enne di San Pietro Vernotico.

I restanti tre destinatari del provvedimento si sono resi irreperibili. Tra i ristretti ai domiciliari, spicca anche quello del salentino Tommaso Ricchiuto, titolare della “Igeco spa”, società specializzata nel ramo edile e con varie partecipate. Fuori per ragioni di lavoro, è rientrato in serata e s'è consegnato in caserma. Stessa cosa per Corrado Prisco, ex vicesindaco della giunta cellinese. Resta ricercato dai carabinieri solo Francesco Francavilla 

Oltre agli ex amministratori comunali di Cellino San Marco, tra gli indagati vi sono anche quattro imprenditori, tre intermediari, un dipendente comunale e un pregiudicato vicino alla malavita organizzata. Tutti sono ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di associazione per delinquere, peculato, corruzione, turbata libertà degli incanti e calunnia. Il 19 aprile dello scorso anno, il Consiglio comunale era stato sciolto con un decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell’Interno, per infiltrazione mafiosa, dopo un'indagine che era stata avviata a partire dal mese di dicembre del 2012.

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Sono cinque gli episodi di corruzione contestati  per l’affidamento di  lavori pubblici nei quali vi è stato illecito incremento del valore degli appalti e un episodio di peculato: il danno complessivo subito dal Comune si aggira attorno ai 250 mila euro. L’associazione dispensava anche posti di lavoro. Già in precedenza, grazie ad altra tempestiva indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Brindisi, è stato vanificato il tentativo di pilotare il concorso per il posto di comandante della polizia municipale in favore di un vincitore predestinato che aveva falsificato i titoli necessari per partecipare e pertanto attinto da misura cautelare prima della conclusione del concorso). L’attuale indagine ha evidenziato ulteriori tentativi di pilotare sia il concorso per comandante che quello per l’assunzione di due agenti di polizia municipale. 

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