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Produzione di calze con marchi falsi, imprenditore condannato a otto mesi

Pena sospesa per il 61enne di Sannicola giudicato con il rito abbreviato per contraffazione e ricettazione. A novembre il sequestro di due aziende

LECCE – Si è chiuso con una condanna a otto mesi (pena sospesa) la vicenda giudiziaria di Antonio Baldari, 61enne di Sannicola, assistito dall’avvocato Massimiliano Petrachi e giudicato con il rito abbreviato per i reati di contraffazione di marchi e ricettazione.

Il pubblico ministero Paola Guglielmi ha chiesto una condanna a sedici mesi per l’imputato. Il gup, condividendo in gran parte la tesi difensiva dell’avvocato Petrachi, ha assolto il 61enne dal reato di ricettazione e lo ha condannato per la sola contraffazione, escludendo le aggravanti.

Baldari era finito ai domiciliari con altre due persone a novembre (Antonio De Giovanni di Alessano, assistito dall’avvocato Massimo Vasquez e Luigi Preite di Taurisano, assistito dall’avvocato Pasquale Rocco Scorrano), che saranno giudicate con il rito ordinario. A disporre la liberazione, all’esito dell’udienza di convalida dell’arresto, il giudice Cinzia Vergine. Nel corso dell’operazione erano state sequestrate due aziende (una a Taurisano e una ad Alessano) in cui si producevano calze con marchi contraffatti.

Ingente il materiale sottoposto a sequestro: macchinari, etichette di due note aziende produttrici di calze, floppy disk, calze, codici a barre e prodotti per il confezionamento. Il fermo era avvenuto in flagranza di reato, dopo che le fiamme gialle hanno sorpreso uno degli arrestati mentre scaricava dalla propria autovettura uno scatolo contenente marchi contraffatti. Migliaia le etichette false rinvenute dai finanzieri, una vera e propria centrale della contraffazione, specializzata nella produzione di calze.

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