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Pet-Tac a spese del malato, condannata la Regione Puglia

Il giudice di pace di Lecce, Luigi Piro, ha condannato la Regione Puglia al risarcimento del danno patito da cinque pazienti salentini, colpiti da patologie tumorali, costretti ad effettuare a loro spese un esame con la Pet-Tac

 

LECCE – Il giudice di pace di Lecce Luigi Piro ha condannato la Regione Puglia al risarcimento del danno patito da cinque salentini, colpiti da patologie tumorali, costretti ad effettuare a loro spese un esame con la Pet-Tac (si tratta di uno strumento fondamentale nel trattamento e nella diagnosi dei tumori) presso lo studio Calabrese di Cavallino, nel periodo tra gennaio e marzo 2011. Nell’azione legale promossa dall’avvocato Massimo Todisco dell’ufficio legale del Codacons di Lecce, all'ente regionale era imputata la lesione del diritto alla salute, sancito dalla Carta costituzionale.

Nell'atto di citazione l'avvocato Massimo Todisco, infatti, aveva fatto riferimento al regolamento regionale del 2009 che prevedeva l'installazione di una Pet-tc pubblica e di un'altra convenzionata per ogni bacino di utenza superiore a 750 mila abitanti. Il giudice ha accolto la richiesta dei pazienti, sposando una tesi innovativa, ovverosia sostenendo che l’assenza della predetta macchina in convenzione costituisce un fatto illecito, che lede immediatamente il diritto alla salute dei soggetti che si trovano nella necessità di dovervi ricorrere.

Nel corso del processo era stato citato come teste anche il governatore Vendola che, pur non presenziando per impedimenti istituzionali, aveva confermato che in provincia di Lecce non vi erano strutture pubbliche o private in convenzione dotate di Pet-tc. Anche il direttore della Asl, Valdo Mellone, aveva confermato la stessa cosa, precisando però che vi erano strutture private accreditate ma non contrattualizzate (le prestazioni quindi non venivano rimborsate ai pazienti dalla Asl), e che comunque al “Perrino” Brindisi era possibile sottoporsi all'esame. L'udienza è stata aggiornata al 3 febbraio per la decisione.

“Si tratta di una sentenza altamente innovativa – commenta l’avvocato Piero Mongelli, responsabile dell’ufficio legale del Codacons –, che innalza la tutela per i cittadini salentini che necessitano di importanti cure mediche e che percorre il solco della massima tutela dei diritti dei cittadini soprattutto di coloro che si trovano in una condizione di necessità e di sfavore”.

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