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Migranti trovati a 2 miglia da Leuca, a bordo c'erano anche due famiglie

Un pattugliatore della finanza ha scoperto un veliero nella notte con a bordo venticinque stranieri. C'erano anche quattro bambini. Sono curdo-iracheni. Trasportati in porto e dopo presso il centro "Don Tonino Bello" di Otranto

SANTA MARIA DI LEUCA – A distanza di poco più di un mese, nel Salento approdano altri migranti. Evento prevedibile, in concomitanza di una festività come l’8 dicembre. La storia di decine e decine di sbarchi insegna che nei periodi a cavallo delle ricorrenze, il fenomeno spesso s’intensifica, probabilmente perché vige la presunzione che i litorali siano meno sorvegliati.

Non è così, e lo dimostra il fatto che lo sbarco, tecnicamente, non sia avvenuto. Un pattugliatore del Reparto operativo aeronavale della guardia di finanza, infatti, ha intercettato a tarda ora un veliero sospetto a circa 2 miglia dalla costa. Era in navigazione verso il Capo di Leuca. I finanzieri hanno abbordato la barca e preso possesso del timone. Si sono quindi indirizzati verso il porto di Santa Maria di Leuca.

L’arrivo è avvenuto verso mezzanotte. Sulla banchina, ad attendere il gruppo, c’erano i volontari salentini della Croce rossa italiana per i primi soccorsi, oltre ai carabinieri dipendenti dalla compagnia di Tricase. A parte la spossatezza per un viaggio che si presume iniziato dalle coste greche o turche, non ci sono stati casi critici, sul profilo sanitario. Erano tutti in discrete condizioni.

Il gruppo non è fra i più numerosi arrivati nel Salento. Appena venticinque stranieri, fra i quali, però, ben due nuclei familiari con bimbi fra i 6 e i 7 anni. Un maschietto, tre bambine, due altre donne adulte e il resto uomini. Tutti curdo-iracheni. All’apparenza, non vi erano scafisti a bordo. Può darsi che siano fuggiti con qualche barca più piccola prima di raggiungere le coste italiane, ma sul piano investigativo, si sta ancora procedendo in queste ore a fare chiarezza. Se ne occupa il pool interforze antimmigrazione della Procura. Il gruppo è stato condotto nella notte verso il centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto.  

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