Ss 275, con le motivazioni della sentenza la palla torna ad Anas: vietato sbagliare

I giudici della Quarta Sezione hanno illustrato le ragioni del dispositivo del dicembre scorso: si può annullare la prima aggiudicazione della gara

LECCE - Sono state pubblicate le motivazioni della sentenza con la quale, a dicembre, il Consiglio di Stato ha parzialmente accolto il ricorso di Anas e Matarrese Srl contro Ccc - Consorzio Cooperative Costruzioni.  Un'attesa di cinque mesi che si spiega con la complessità della vicenda e che si è risolta con la compensazione delle spese di giudizio per "la novità delle questioni esaminate".

Il consorzio con sede a Bologna, che si era aggiudicato il mega appalto per il raddoppio della Ss 275, si era poi visto escludere da Anas in seguito ad una sentenza del 2014, sempre del Consiglio di Stato, che aveva ravvisato "macroscopiche illegittimità" nella procedura. Messo alla porta, Ccc ha presentato un ricorso che il Tar di Lecce ha accolto, perchè Anas, trattandosi di un'opera di interesse strategico, non avrebbe potuto procedere all'annullamento della gara, facendo venire quindi meno il presupposto del contratto intanto siglato. A questo punto è stata l'Ati formata da Matarrese srl e dalla Coedisal a presentare un nuovo appello dopo quello, prima citato, del luglio del 2014 che aveva ribaltato la situazione.

Le motivazioni

I giudici della Quarta Sezione del Consiglio di Stato da una parte hanno riconosciuto la legittimità del ricorso all'autotutela (per annullare l'aggiudicazione a Ccc), dall'altra hanno spiegato che l'interesse pubblico che ne è alla base non può solo risiedere nell'enunciazione della necessità di ripristinare l'ordine giuridico violato dalle "macroscopiche illegittimità" già messe in evidenza, ma che contempla l'analisi di tutta una serie di aspetti attuali: quello alla corretta e sollecita realizzazione dell'opera, alla valutazione del progetto esecutivo, all'affidabilità del contraente e anche ai costi complessivi tenuto anche conto della condanna al risarcimento di circa 10 milioni di euro da parte di Anas nei confronti della Matarrese. Solo dopo la comparazione di tutti questi elementi si potrà procedere legittimamente in autotutela con conseguente caducazione del primo contratto. 

Di fatto, riconosciuta la legittimità dell'autotutela e fermo restando il diritto al risarcimento, è difficile pensare che Anas nella condizione in cui si ritrova scelga adesso una strada alternativa a quella dell'annullamento della prima aggiudicazione. Soddisfatto ma realista l'avvocato Pierto Quinto, che ha difeso la Matarrese Srl: "Naturalmente è troppo presto per ritenere definitivamente archiviata la vicenda della 275 in considerazione dei grandi interessi, economici e non, che si frappongono alla realizzazione di un’opera strategica di interesse nazionale tanto attesa dalle popolazioni del Sud Salento". Non è superfluo ricordare che la strada in questione è citata anche nelle intercettazioni che nei mesi scorsi hanno portato ad un vero e proprio terremoto giudiziario che ha fatto traballare i piani alti di Anas, che ora ha un nuovo management.

Apprese le motivazioni della sentenza, il presidente della Provincia, Antonio Gabellone, ha inviato una breve nota che forse precorre un poco i tempi: "Il passaggio odierno del Consiglio di Stato che ha depositato le motivazioni per l'avvio del raddoppio della 275 e' uno snodo cruciale per il via ai lavori. Che ora Anas non continui ad indugiare e si attivi a far partire i lavori. Le sentenze sono fatte per essere rispettate: che aprano i cantieri per il raddoppio".

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Più cauto il consigliere regionale Saverio Congedo: "La Strada Statale 275 Maglie-Leuca non è soltanto da considerarsi un’arteria fondamentale per i collegamenti da e verso il Capo di Leuca, ma è da ritenersi centrale dal punto di vista della sicurezza che è la questione che in assoluto ci sta più a cuore. Speriamo quindi che presto, anche alla luce di tale pronunciamento del Consiglio di Stato, si possa portare a termine un progetto, se pur travagliato come nessun altro, in tempi ragionevoli se non immediati a vantaggio esclusivo dei cittadini che la attraversano ogni giorno per lavoro o per turismo".

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