Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca Squinzano

Arrestato un uomo con un mezzo arsenale e droga. Poi, spari contro una casa

È successo tutto a Squinzano, fra mattinata e primo pomeriggio. Prima i carabinieri hanno fermato un soggetto con AK-47, fucile a pompa, pistola e 400 grammi di hashish. Qualche ora dopo, esplosi colpi d'arma da fuoco contro l'abitazione di un 29enne

SQUINZANO – A Squinzano la tensione ormai si taglia con il coltello. Sono state ore incandescenti, quelle di oggi, e non certo per la temperatura esterna che, al picco del sole, ha toccato nel Salento i 32 gradi. Piuttosto, al centro vi sono le armi. Armi sequestrate, con tanto di arresto, e armi che sono tornate a sparare, poco dopo, per fortuna senza uccidere o ferire nessuno. Ma la situazione desta inevitabilmente inquietudine.

La miccia sembra essere stata accesa il 13 giugno scorso, quando un noto pregiudicato locale, Luigi Guadadiello, è stato assassinato a 42 anni senza pietà sull’uscio di casa con colpi partiti da almeno due pistole. Dopo di allora, non sono mancati altri colpi: quelli di scena.

Trovato con armi in auto e in casa

Ma è bene partire dalla cronaca di oggi e andare a ritroso nelle ricostruzioni. Per cominciare, in mattinata è stato arrestato un uomo residente a Squinzano. Nel corso di un controllo del territorio, è stato sorpreso in flagranza con un fucile mitragliatore da guerra AK-47. L’uomo, che risponde al nome di Francesco Morelli e ha 28 anni, deteneva il mitragliatore all’interno dell’auto della quale è stato trovato alla guida. Ma c’è di più. In casa, infatti, aveva anche altre armi, oltre a stupefacenti.

A fermarlo sono stati i carabinieri delle stazioni di Squinzano e Trepuzzi nel corso di un’attività congiunta disposta dal comando provinciale dei carabinieri di Lecce, anche alla luce del recente comitato per l’ordine e sicurezza pubblica svoltosi proprio a Squinzano.

Come detto, la vicenda non è finita lì. Dopo aver sequestrato l’AK-47, i carabinieri hanno (ovviamente) effettuato un controllo anche nell’abitazione dov’è domiciliato Morelli, trovando e sequestrando pure un fucile da caccia a canna mozza, una pistola a tamburo con matricola abrasa, numerose cartucce di vario calibro e circa 400 grammi di hashish. Morelli è stato così ristretto nel carcere di Borgo San Nicola, a Lecce. Nei prossimi giorni dovrà comparire davanti al giudice per le indagini preliminari per affrontare l’interrogatorio di garanzia. È difeso dall’avvocato Giuseppe Presicce.

Poi, gli spari su una casa

Ma la storia davvero non si esaurisce in questo modo. Indipendente dal fatto che possa esistere un legame solido tra i fatti, nel primo pomeriggio, sempre nelle vie di Squinzano è avvenuta anche una sparatoria. In via Francesco Crispi, infatti, è stato esploso un colpo d’arma da fuoco contro l’abitazione in cui è domiciliato Gianluca Morleo, 29enne. Originario di Erchie, in provincia di Brindisi (dove ha vissuto per diversi anni), è noto alle cronache per vecchie vicende, peraltro avvenute quand’era molto giovane e comunque non collegate a fatti di criminalità organizzata. Non un profilo (per quanto noto alla stampa, almeno) particolare, ma è chiaro che tutto assume un aspetto nuovo e meritevole di approfondimenti, alla luce degli ultimi sviluppi.  

Quanto alle dinamiche, per ora sono frammentarie. Forse a sparare contro casa squinzanese del giovane di Erchie sono stati in due, con una pistola, fuggiti poii a piedi, ma è una circostanza in via di verifica. Sta di fato che l’avvertimento, se così si può dire, c’è stato, che i carabinieri hanno sequestrato un bossolo e che non è l’unica vicenda particolare degli ultimi tempi.

Gli altri episodi recenti

Volendo per un attimo riporre nel limbo la storia di Alessandro Cosma, 44enne del limitrofo comune di Trepuzzi, ferito con due colpi di pistola mentre era a Torre Chianca (marina di Lecce), caso per il quale la squadra mobile della questura non sembra del tutto convinta di eventuali piste legate alla criminalità organizzata, in precedenza vi sono stati altri episodi riguardanti Squinzano che hanno acceso un campanello d’allarme.

Per esempio, l’arresto di Luca Melendugno, 45enne, con stupefacenti e una pistola nascosta in una scarpa. Arma clandestina che ha ammesso di essersi procurato per proteggersi nel corso dell’attività di spaccio (era la prima settimana di luglio). O quello di Davide Guerrieri, 36enne, scoperto con oltre ottanta dosi di cocaina e che ha dichiarato essere per uso personale (non proprio ritenuto credibile dal gip).

L'omicido Guadadiello sullo sfondo 

Sullo sfondo, dunque, l’omicidio di Luigi Guadadiello, di metà giugno, personaggio che potrebbe aver assunto nel tempo un ruolo importante sul territorio, e non solo quello della provincia di Lecce - area nord Salento -, tanto da essere apertamente temuto (come il fratello Paolo) da Cosimo Lamendola, padre di Gianluca, 34enne ritenuto a capo di un clan della Scu brindisina smantellato il 19 luglio scorso con un blitz in cui vi sono stati ventidue arresti.  

Sono tutte tessere di un mosaico più ampio ancora da inserire nel posto giusto. E se è prematuro, ovviamente, stabilire correlazioni fra tutti i casi, è chiaro che si tratta anche di segnali preoccupanti, legati quantomeno da un ordine cronologico. Segnali che non possono essere né sottaciuti, né sottovalutati e sui quali stanno cercando di fare chiarezza i carabinieri del nucleo investigativo di Lecce e della compagnia di Campi Salentina.        

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