Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica Melendugno

A San Foca il corteo si spacca: deviazione e tentativo di forzare il blocco

Dopo la manifestazione a Melendugno, in tanti anche nella marina. Ma sul finale iniziativa di una minoranza, qualche parapiglia con la polizia

Il gruppo di manifestanti che ha lasciato il resto del corteo.

SAN FOCA (Melendugno) - Dopo la massiccia manifestazione a Melendugno, parallela allo "sciopero" dei commercianti, la mobilitazione No Tap si è spostata nella marina di San Foca, dove, trascorsa l'estate, i lavori nel cantiere per il gasdotto sono ripresi con intensità in vista della costruzione del pozzo di spinta del tunnel, annunciata per la metà del mese.

Anche in questa seconda tappa della giornata le presenze sono state numerose, anche se non a livello della prima. Quando il corteo, partito da lungomare, è risalito verso la Provinciale per Melendugno per poi fare ritorno verso la strada litoranea una parte degli attivisti hanno deciso deviare dal percorso autorizzato e avvicinarsi alla fascia di esclusione, quella zona cuscinetto attorno all'area dei lavori che è stata istituita con decreto del prefetto di Lecce e che interdetta al transito. L'obiettivo sembrava quello di ritornare lì dove fino a tempi recenti c'era il presidio permanente, proprio davanti l'ingresso del cantiere, in un fondo che era stato concesso dal proprietario.

Il video - La protesta si divide: un gruppo punta verso la zona rossa

Il corteo si è dunque trovato separato in due tronconi e più di qualcuno ha fatto fatica a orientarsi: alcuni hanno chiesto lumi agli organizzatori, che esortavano a proseguire secondo quanto stabilito, altri al comandante della polizia locale, che con i suoi agenti delimitava il punto oltre il quale la manifestazione sarebbe diventata non autorizzata. Si è ripetuta, insomma, la scena comune a molte manifestazioni, che rispecchia la compresenza nel composito movimento di più anime.

Il gruppo che ha scelto di puntare la zona rossa, una volta percorso il tratto iniziale della strada provinciale è arrivato fino al punto in cui polizia e carabinieri bloccano l'accesso alla strada vicinale che conduce al cantiere e li si sono fermati, schierandosi davanti alle forze dell'ordine. Ad un certo punto c'è stato un contatto: una ventina di attivisti hanno cercato di forzare il blocco, spingendo gli agenti contro il mezzo blindato che era stato messo di traverso insieme ad un altro per impedire il passaggio. La polizia ha arginato il parapiglia con gli scudi, mentre il personale della Digos di Lecce ha ripreso quanto avvenuto. La tensione è durata poche decine di secondi, poi alcuni manifestanti si sono defilati leggermente per dirigersi verso la zona rossa non dalla strada ma dalle campagne. 

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