Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Diniego del patrocinio all’associazione: “Siete politicizzati”. Ed è polemica

A Tricase, la cultura divide così come la politica: l'amministrazione nega all'associazione "Gat", vicina al capogruppo di opposizione Dell'Abate, il patrocinio. E il gruppo di presidenza scrive pubblicamente al sindaco Coppola

TRICASE - Politica culturale o cultura “politicizzata”? La domanda potrebbe non avere una risposta scontata, ma di certo introduce al meglio quello che è il nocciolo di una polemica tutta tricasina tra l’associazione “Gat – Gruppo aperto Tricase” e l’amministrazione di Antonio Coppola.

La premessa è d’obbligo: “Gat” è l’associazione, nata su iniziativa dell’ex assessore, Nunzio Dell’Abate, candidato sindaco alle ultime amministrative proprio contro l’attuale primo cittadino. Ma, per i componenti, l’associazione sarebbe una realtà, il gruppo politico, presente in consiglio comunale, un’altra. Ma è sulle interpretazioni che ovviamente si gioca lo scontro.

A far scoppiare la polemica la richiesta da parte dell’associazione di realizzare una manifestazione nel centro storico tricasino, durante il periodo natalizio. Tuttavia, l’amministrazione ha ritenuto di non dare l’approvazione e il patrocinio all’iniziativa. “Contrariamente alla nostra volontà ed alla nostra indole – spiegano dal gruppo di presidenza del Gat in una lettera pubblica al sindaco -, siamo costretti a dare una risposta pubblica a quello che, per rilevanza, non può più rimanere un carteggio privato tra un’associazione prevalentemente socio-culturale e l’amministrazione comunale a lei facente capo”.

“Il 4 ottobre scorso – proseguono -, sotto la spinta di alcuni giovani studenti delle scuole superiori di Tricase, abbiamo protocollato una istanza di patrocinio ed autorizzazione per una manifestazione teatrale itinerante dal titolo ‘Natale a Doppio Senso’ da tenersi in Piazza Pisanelli ed alcune vie e piazze minori collegate, il 22 dicembre o, in alternativa, in una data tra il 27 ed il 31 dicembre. La risposta ottenuta il 29 ottobre è stata raggelante: diniego del patrocinio, revoca ideologica del patrocinio concesso alla manifestazione canora tenutasi il 27 agosto e diniego di utilizzo di vie e piazze tricasine dal 13 al 31 dicembre poiché l’amministrazione si legge ‘intende realizzare proprio nel periodo natalizio una serie di eventi finalizzati anche al rilancio e valorizzazione del centro storico della città’”.

“Il  rifiuto del patrocinio – scrivono Antonio Metrangolo, Andrea Piscopiello, Luigi D’Aversa, Paolo Musarò e Rosanna Mauro - è stato da lei attribuito alla natura “politica” della nostra associazione. Ebbene, dobbiamo farle notare che non siamo strutturati come un partito politico, non facciamo tesseramento né proselitismo, non abbiamo mai chiesto a chi entra nella nostra sede per chi avesse votato nella recente competizione elettorale”.

Il gruppo spiega che si tratti piuttosto di “una associazione che, in un preciso momento storico, si è dotata, come previsto dallo statuto, di uno strumento politico, come, peraltro, già fanno associazioni che operano su tutto il territorio nazionale”: “A riprova di questo, la stessa a.c. – puntualizzano - ci convoca periodicamente per l’assemblea delle associazioni. Il patrocinio rimane, per regolamento comunale, un atto sovrano e liberale, che viene concesso a pura discrezionalità”.

Sarebbe differente il discorso sull’“okkupazione culturale” che, secondo l’associazione, “l’amministrazione comunale intende perpetrare, in nome della più bieca discriminazione sociale, culturale e politica”: “Il diniego ad utilizzare gli spazi comuni appare – affermano - nel migliore dei casi come una ripicca per le recenti polemiche, ma, a ben vedere, sottintende un ‘possesso’ della città che va ben oltre i poteri conferiti alla sua persona dagli elettori e che suona un po’ così: ‘Chi non è del colore giusto, chi non ha la tessera giusta, chi non ha il pensiero giusto può starsene a casa, che il paese serve a noi’”.

Il gruppo evidenzia come non siano “atteggiamenti degni” del “sindaco di tutti”, della “cultura prima di tutto”, dello “spazio ai giovani”, ascoltati durante e dopo la campagna elettorale di Coppola. Si cita l’articolo 3 della costituzione e si chiede ai consiglieri di maggioranza se siano d’accordo con questa decisione “totalitaria presa per vostro nome e conto dall’amministrazione comunale”: “Siete sicuri – domandano in conclusione - che mettere un bavaglio a qualsiasi iniziativa che provenga dalla “parte sbagliata” sia la maniera migliore di lavorare per Tricase? Siamo disponibili ad incontri e chiarimenti di qualsiasi natura, tanto, gentile sig. sindaco, le basta affacciarsi alla finestra, la nostra sede è proprio di fronte alla sua, se ancora non lo avesse notato”.

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